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Fratelli Bertonelli gli artigiani del legno d’autore
Storia di un’azienda a conduzione famigliare che fabbrica mobili per ville e hotel dei vip
MASSA. Apri la porta e ti sembra di entrare in un altro mondo, un ambiente sognato dai bambini dove tutt'intorno è legno, uomini che in rispettoso silenzio si muovono, profumi di un mondo antico che solo una materia prima naturale e “viva” come il legno può dare. Le macchine, al primo sguardo, non appaiono. Solo tavole di varie misure, pronte ad essere inserite come in un grande gioco di costruzioni, grezze, che dopo qualche altro passaggio danno forma a una porta, una scaffalatura, a un tavolo, a un banco, a una scala a chiocciola. E l'odore dei legni nobili come il castagno, il rovere, la noce nazionale, il mogano sprigiona la magia che si materializza.
Siamo nell'antica falegnameria dei fratelli Bertonelli, in Via dello Sport, dietro lo stadio degli Oliveti a Massa, un’attività artigiana di eccellenza dove oltre alle essenze dei legni si respira l’aria del “saper fare”.
Tutto nasce da Francesco Bertonelli, classe 1937 , che nei primi anni Cinquanta dopo pochi mesi di apprendistato presso la falegnameria di Francesco Guerra nella zona dei Quercioli, decide di mettersi in proprio. Reliazza un laboratori in una stanza di 16 metri quadrati in via dei Cedri, sotto casa. Per adesso va bene così. Il lavoro c’è, aumenta ed allora la falegnameria si ingrandisce un po' sottraendo spazio dall'abitazione fino a occuparla tutto e costruendo l'appartamento al piano di sopra. Nel frattempo in sequenza nascono i figli Giuseppe ( 1962), Pietro (63), Riccardo ( 67) ed in fine Gabriele nel 1970.
Sono anni di lavoro intensissimo con le commesse che aumentano di continuo parallelamente all’allargarsi della famiglia con l'arrivo dei quattro figli maschi. In questi anni è grande il contributo della moglie Mila Fialdini (oggi 77 anni) che affianca Francesco nel lavoro d'ufficio, tiene contatti con clienti e fornitori e tanto per non farsi mancare niente dirige e manda avanti la numerosa famiglia. Una coppia formidabile, Francesco e Mila, ce ne siamo accorti anche nei pochi minuti durante la nostra visita. Francesco comincia ad avere un po' di ossigeno con il crescere dei figli, specialmente quando il primogenito Giuseppe, raggiunta l'età giusta, lo affianca nelle prime decisioni importanti, come quella per ampliarsi e trovare la sede ideale, quella attuale poco distante in via Dello Sport. La crescita è graduale con l'inserimento degli altri figli e prima il capannone raggiunge i 400 metri quadri, poi negli anni 1990/92 è completato arrivando a mille metri più i cento per lo spazio espositivoe il deposito materiali. Adesso la struttura operativa è completa, il padre ha raggiunto l'età del riposo ed i quattro figli, rispettando età e gerarchie, si sono divisi i compiti per non lasciare niente al caso.
Giuseppe guida il gruppo dall'alto della sua esperienza maggiore ed è con lui che abbiamo iniziato la chiacchierata dove ci spiega per filo e per segno i compiti di ognuno, poi le strategie dell'azienda. « Dobbiamo tutto all'iniziativa ed al coraggio del babbo in tempi dove il futuro era imprevedibile – ci racconta Giuseppe – ed abbiamo mantenuto la classica falegnameria per la costruzione di infissi, porte e arredamenti dove la qualità e la nostra affidabilità sul lavoro e gli impegni erano alla base di tutto. Per questo presto abbiamo allargato il campo conquistando una clientela di oltre provincia tanto è vero che i nostri clienti migliori sono diventati le ville e i locali più importanti della Versilia. Fra i nostri clienti industriali, attori e sportivi, personaggi famosi». Qualche nome? « Anche la discrezione ha contribuito al nostro successo e non vogliamo citare nessuno, anche se parlando di Versilia non sarebbe difficile immaginare qualcuno. Abbiamo sempre lavorato cercando, pur stando nell’ambito della falegnameria classica, di seguire i tempi e le tecnologie, investendo in macchinari modernissimi, come quelli a controllo numerico. Insomma abbiniamo la vecchia falegnameria. quella della tradizione a quella più moderna».
« Io mi occupo dell'amministrazione – riprende Giuseppe spiegando l'organizzazione interna – dei rapporti con i clienti, della progettazione fino alla chiusura dei contratti e seguo passo passo i lavori in falegnameria, mio fratello Pietro si occupa principalmente dei montaggi esterni nei vari cantieri, L’altro, Riccardo, cura particolarmente le lavorazioni con le macchine in falegnameria e Gabriele, il più giovane, segue con molta cura le verniciature dei manufatti e di tutte le cose realizzate. Questa è la divisione dei compiti che ci siamo dati. Ma quando c’è bisogno ognuno di noi è pronto a occuparsi un po’ di tutto».
Giuseppe torna volentieri a parlare dei progetti di questa azienda di famiglia, anche se ogni tanto ricorre al padre per qualche precisazione, soprattutto per quanto riguarda date e luoghi storici. E Francesco non si fa pregare ed interviene, anche se prima della fine ci lascia perchè “deve andare a chiudere le galline”, suo passatempo preferito. «Lavoriamo molto sulle strutture ricettive come gli alberghi, non solo nella zona apuana ma anche fuori». Poi Giuseppe va oltre, si sbilancia un po'. « Questo posso dirlo: abbiamo arredato attività come negozi, ristoranti e alberghi a Milano, Torino, in Val D'Aosta a Courmayeur ma siamo andati anche oltre Manica». Alla nostra espressione dubbiosa chiarisce: «Diversi anni fa abbiamo arredato il ristorante massese del “Trillo”, gestito da un nostro caro amico e cliente il quale, dopo, ha aperto un nuovo ristorante con lo stesso nome, Il Trillo, a Chelsea (ed il riferimento scherzoso cala su Antonio Conte) nel più elegante quartiere di Londra e ha chiamato noi per arredare anche quello».
Infine Giuseppe chiude con l'accenno alla “resistenza” degli artigiani e degli imprenditori apuani. «Al momento gestiamo bene la crisi con le forze familiari ed i quattro dipendenti: Simona in ufficio, Luca, Pietro e Mustafà, lavoratori che sono con noi da tanti anni. Poi c'è mia figlia Francesca che sta terminando l'ultimo anno di università, facoltà di Architettura mentre la figlia di Pietro, Nicole, al momento ha un'altra attività. Il tempo non manca». E da tutto questo abbiamo capito che la solidità dell'azienda è data anche da quella strutturale familiare.
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