Il Tirreno

Entra alla Leopardi per rubare i computer giovane condannato

di Alessandra Vivoli
Entra alla Leopardi per rubare i computer giovane condannato

Il ragazzino è stato sorpreso con gli attrezzi dello scasso È crollato e ha confessato un altro furto alla Barsanti

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CARRARA. È crollato due volte. Davanti ai carabinieri, prima. E davanti al giudice, ieri mattina in tribunale dove è stato processato, e condannato a due mesi di relcusione (pensa sospesa) per tentato furto in un istituto scolastico, le medie Leopardi di Avenza.

Il ragazzino protagonista di questa vicenda, era stato bloccato dai carabinieri all’uscita della scuola Leopardi: aveva in una sacca gli strumenti atti allo scasso con cui si era ntrodotto dentro l’istituto. Era riuscito ad arrivare davanti all’ingresso del laboratorio, quello da dove, secondo le sue intenzioni, avrebbe dovuto prelevare i computer. Ma proprio l’ultima porta non ne aveva voluto sapere di aprirsi. E così il ragazzino aveva fatto marcia indietro, con l’intenzione di fare ritorno a casa, a mani vuote.

Ma non aveva fatto i conti con i carabinieri che si erano accorti di alcuni movimenti strani proprio davanti alla scuola di Avenza. Avevano così aspettato il ragazzino sulla soglia e, all’uscita, lo avevano sorpreso con tutta l’attrezzatura che gli era servita a entrare nell’edificio ma che non gli aveva consentito di mettere le mani sul bottino.

Il ragazzino, di fronte ai carabinieri è letteralmente crollato. Ha cominciato a piangere ed è stato proprio lui ad accompagnare i militari a casa sua, nella cameretta in cui - eludendo la sorveglianza e i controlli dei genitori - era riuscito ad occultare alcuni personal computer frutto di un altro colpo messo a segno all’istituto Barsanti di Massa.

Il giovane ha confessato tutto. E la sua è apparsa come una richiesta di aiuto: l’autodenuncia anche di un altro furto, per il quale, fino a quel momento l’aveva passata liscia.

Il ragazzino ieri mattina è stato processato per direttissima, davanti al giudice Giovanni Sgambati. Era presente in aula, sedeva accanto al suo avvocato, con le spalle curve e gli occhi colmi di lacrime.

Il giudice gli ha concesso le attenuanti generiche e lo ha condannato a due mesi di reclusione (pena sospesa). Con la raccomandazione, di rigare dritto.

Una storia delicata e difficile, e un giovane che, da studente si è trasformato, per alcune notti, in un ladro di computer. Il ragazzino, infatti, come lui stesso ha raccontato ai militari, conosceva gli istituti poi presi di mira e sapeva dove si trovavano i laboratori. La notte, con la sua sacca degli attrezzi entrava di soppiatto nelle aule, e andava dritto alla meta. Alla Leopardi le cose sono andate storte. E lui è crollato e ha confessato tutto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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