Il presidio
«Via il simbolo nazista dalla cava dei Poeti»
Appello di un gruppo di cittadini all’amministrazione comunale: «Quello è il logo di una divisione della SS»
CARRARA. Lettera aperta di un gruppo di cittadini carraresi al municipio per chiedere la rimozione del simbolo nazista che ormai da troppi anni, imbratta una parete del morlungo. Sono amanti del trekking e della montagna, “difensori” delle Alpi Apuane, esponenti della società civile ma anche semplici cittadini che grazie al tam tam su Facebook hanno deciso di lanciare un appello all’amministrazione carrarese affinchè si adoperi per rimuovere il simbolo nazista che campeggia, ormai da troppi anni, su una parete della Cava dei Poeti. Il sito “creato” da Marco Nereo Rotelli per la Biennale di Scultura del 2002, ispirata da Fernanda Pivano, è stato sfregiato ormai diversi anni fa da un enorme simbolo, realizzato con una tinta rossa, evidentemente ispirato alla “cultura” nazista. Lo conferma la foto, pubblicata dal nostro giornale, a corredo di un articolo risalente addirittura al 2011. Lo stato di abbandono in cui versa la cava e il fatto che non sia ormai utilizzata da anni hanno fatto sì che la deturpazione finisse nel dimenticatoio. A riaccendere i riflettori sul caso è stato un gruppo di cittadini carraresi, firmatari di una lettera aperta a Piazza Due Giugno: «In un clima di rinnovato e vivace interesse per i valori dell’ambiente e della cultura legati al territorio, vogliamo appellarci al Comune di Carrara, medaglia d’oro al valore civile, affinché possa essere ripristinata almeno in parte l’integrità della Cava dei Poeti di Morlungo in località Campocecina» scrivono questi carraresi. L’operazione ha dunque una doppia finalità, quella di «restaurare un’opera d’arte ambientale unica al mondo, oggi colpevolmente non segnalata a turisti e popolazione e abbandonata al degrado» e al tempo stesso “porre rimedio” allo sfregio nazista inferto sul marmo bianco di quel prestigioso sito. I firmatari dell’appello raccontano che «nel corso di una recente visita in loco si è potuto rilevare che alcuni ignoti hanno voluto aggiungere degrado al degrado imbrattando con vernice rossa molto invasiva l’installazione ambientale (e luminosa in origine), voluta e progettata dall’artista internazionale Marco Nereo Rotelli». I cittadini spiegano che si tratta di un «enorme simbolo esoterico di circa 2 metri, direttamente ispirato al nazismo: il logo è quello della divisione SS antipartigiana Prinz Eugen e la scritta è quella della Società Thule, a cui Hitler dedicò il Mein Kampf ». Lo “squadrone” in questione era una formazione di fanteria da montagna delle Waffen-SS costituita nel marzo 1942 durante la seconda guerra mondiale rigorosamente con uomini di stirpe tedesca e divenuta purtroppo celebre per la combattività e l'aggressività dimostrata dai suoi soldati soprattutto durante le grandi offensive antipartigiane. La scritta sottostante invece si riferisce a un'organizzazione di stampo razzista, fortemente antisemita e dedita all’esoterismo, creata alla caduta della monarchia tedesca, nel 1918 e “vicina” al Fuhrer. Si tratta dunque di espliciti richiami al nazismo e alle pratiche esoteriche a cui spesso i suoi seguaci erano dediti, “condensati” in un simbolo che campeggia nel cuore delle Apuane, teatro di tante battaglie partigiane, e su una città, quella di Carrara, insignita della medaglia d’oro al valore civile proprio per il contributo dato dai suoi uomini e dalle sue donne alla lotta di Liberazione. Una “provocazione” non più tollerabile, spiegano i sottoscrittori della lettera appello, sottolineando che quel simbolo «fa malevole mostra di sé sul fronte stesso della ex cava Morlungo ad imporre la propria arroganza e potestà sull’abbandono e il degrado». «Siamo certi che il Comune di Carrara vorrà porre rimedio a un tale sfregio alla propria storia, prima di tutto, e al proprio patrimonio artistico e ambientale, in secondo luogo» concludono i “difensori” della Cava dei Poeti annunciando che se l’amministrazione non interverrà, saranno loro stessi a «programmare un intervento» a tutela dell’installazione.
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