Il Tirreno

«Quel buttafuori mi ha spinto e mi ha spezzato una gamba»

«Quel buttafuori mi ha spinto e mi ha spezzato una gamba»

Racconto choc in tribunale della vittima dei fatti avvenuti davanti alla discoteca Calipso di Marina «Voleva che mi allontanassi dal locale». L’amico che lo ha soccorso: sudava, è svenuto dal dolore

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CARRARA. «Quel buttafuori mi ha spaccato una gamba. Mi ha spinto fuori dal locale, intimandomi di uscire. Io, proprio sull’ingresso sono caduto e nella torsione che ha fatto la gamba mi sono fatto male. Malissimo. Sono arrivato al pronto soccorso svenuto dal dolore».

A raccontare la sua versione dei fatti - di un episodio che risale al febbraio del 2011) davanti al giudice Alessandro Trinci e al pm Marco Rapelli è stato l'uomo che ha portato in tribunale Lugi Mallegni (assistito dall'avvocato Simone Barbieri): l’uomo che lavorava nel servizio di sicurezza del locale Calipso, ora sotto accusa per lesioni.

I fatti risalgono ad alcuni anni fa e sarebbero (secondo l'ipotesi accusatoria) l'epilogo di una serata fatta di balli latino americani, alla discoteca Calipso sul lungomare a Marina di Carrara, finita nel pronno soccorso dell’ospedale.

Ieri mattina l’uomo ha raccontato la sua versione dell'episodio proprio l’uomo che si è costituito parte civile nel procedimento aperto in tribunale a Massa.

«Erano le tre di notte, il buttafuori del locale mi aveva invitato a uscire dicendo che dovevano chiudere - ha dichiarato davanti al giudice Trinci l’uomo che si è costituito parte civile nell- Sosteneva che fossi ubriaco e che ormai era molto tardi. Mi ha cominciato a spingere, a prendermi a spintoni e, una volta sull'ingresso mi ha letteralmente sbattuto fuori, tanto che sono crollato a terra facendomi parecchio male alla gamba sinistra».

Ha sfilato in aula poi un altro testimone della pubblica accusa, uno degli amici che, nel febbraio di sei anni fa, si trovava nella discoteca marinella, e che ha accompagnato al pronto soccorso il ferito.

«Da Massa, avevamo deciso di passare la serata a Marina di Carrara, insieme a due ragazze e un altro amico - ha raccontato l’uomo al giudice - A un certo punto, poco prima di andare via, ero uscito per fumare quando ho visto il k amico seduto, o meglio appena appoggiato su un muretto. Sudava e lamentava forti dolori a una gamba. L’ho accompagnato io in ospedale, in macchina continuava a sudare, si lamentava per i dolori atroci, prima di arrivarci è svenuto più volte».

L’udienza è sta aggiornata al mese di luglio.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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