Il presidio
Precipita con l’auto nel burrone e muore
Zeri: Vittorio Catella, artigiano di 62 anni, era scomparso da ore. I carabinieri: è uscito fuori strada per colpa del vento
ZERI. A dare l’allarme è stata la moglie. Lui era uscito di casa mercoledì con la sua auto, e la notte non era ancora rientrato. Nessuna chiamata, nessuna lettera. Semplicemente sparito nel nulla. Allora lei ha chiamato i carabinieri: «Aiutatemi, mio marito non è tornato a casa». E sono partite le ricerche in lungo e in largo per Zeri e Pontremoli, dove era stato visto l’ultima volta. Poi, dei volontari dei vigili del fuoco hanno avvistato un’auto in fondo a un burrone alto trenta metri. Una vecchia Fiat Panda. La sua. E lui era proprio lì, sotto quell’auto, senza vita. Se ne va a 62 anni Vittorio Catella, noto falegname di Zeri con il pallino per la politica. Uomo di destra convinto, nel 1999 si candidò a sindaco con la lista del Movimento sociale fiamma tricolore e entrò nel consiglio comunale con 77 voti (l’8%).
La sua prima attività però è sempre stata la legna. Era il miglior falegname della zona. Un artigiano artista. Restaurava mobili antichi, che sotto il suo tocco diventavano nuovi di pacca. Lo ricordano tutti così: l’artigiano dalle mani d’oro. Lavorava tanto, sempre. Come tutti gli artigiani. Sempre dentro la sua bottega a un passo da casa a Coloretta, frazione di Zeri, dove viveva con la moglie Rita e la figlia Sofia. Poi c’era il bar, le carte, gli amici pensionati, la vita tranquilla di chi vive lontano dalla città.
«Era una persona splendida», lo ricorda il sindaco di Zeri, Egidio Predini, con cui Vittorio, nonostante le posizioni politiche lontane, ha sempre avuto un buon feeling: «Se qualche anno fa la sinistra ha ridotto sul lastrico il nostro Comune - raccontò una volta a Il Giornale -, questo sindaco (Pedrini, ndr), non so come, l’ha riacchiappato per i capelli e l’ha resuscitato».
Vittorio Catella, dice Pedrini, non si è mai mosso dalle sue posizioni: «Di destra convinto, sempre coerente con se stesso e la sua linea», dice. «E come falegname poi, beh- continua - lì era proprio un maestro». Tutta Zeri lo conosceva, ma anche Pontremoli e pure a La Spezia aveva la reputazione di un essere un artigiano coi fiocchi. Cresciuto tra truciolato e polvere non c’è stato giorno in cui non abbia messo piede nella sua bottega.
Mercoledì è uscito di casa, ha preso la sua auto ed è andato a fare le sue commissioni. La sera, secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, è partito da La Spezia per tornare a casa, a Zeri. Ma non è mai arrivato.
All’ora di cena lui non è casa. Nemmeno dopo. Passano le ore e la moglie capisce che è successo qualcosa. Dà l’allarme. E alle prime ore dell’alba iniziano le ricerche. Si mettono in moto i carabinieri di Pontremoli e di Zeri, i vigili del fuoco con una squadra operativa, una unità di comando locale con funzione di coordinamento di tutte le forze in campo. Si dividono tra i due comuni lunigianesi, a partire da Pontremoli dove era stato visto l’ultima volta. Le ricerche vanno avanti per ore. Poi lungo la strada provinciale che porta a Zeri, a Tecchia Rossa, nel canale Molinello, viene vista la sua macchina e le ricerche finiscono. Sul posto arrivano carabinieri, vigili del fuoco e 118, ma il personale medico non può fare altro che accertarne la morte. L’auto è precipitata giù per trenta metri. La strada era buia. Non c’era ghiaccio sull’asfalto, ma forse, dicono i carabinieri, ha perso il controllo dell’auto per colpa del vento forte. È uscito fuoristrada, precipitando nel vuoto.
È stato scaraventato fuori dall’auto ed è finito in un canale, dove, ore dopo, è stato trovato.
Melania Carnevali
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