Il Tirreno

«La conferma sarebbe un errore politico»

«La conferma sarebbe un errore politico»

Le associazioni ambientaliste del territorio chiedono alla Regione un cambio ai vertici del parco

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MASSA. Il dente avvelenato ce lo hanno da sempre, a maggior ragione da quando lui si imputò contro la decisione della Regione di chiudere le cave nell’area protetta delle Alpi Apuane, il parco che lui che dovrebbe tutelare. E il pensiero che Alberto Putamorsi possa essere riconfermato alla presidenza del parco li fa imbestialire. Sono le associazioni e i movimenti ambientalisti del territorio. E anche chi, dal partito ha fatto della difesa dell’ambiente una battaglia di ideali. Come Rifondazione comunista. «Riteniamo che il presidente in scadenza di mandato non abbia saputo, spesso non abbia voluto - dicono -, dare una configurazione di parco naturalistico alla propria linea di gestione, appellandosi ad una sola riga dello intero statuto dell’ente, per giustificare le proprie azioni, quasi tutte a favore dell'industria del marmo». Nominare Putamorsi, dice Rc, «sarebbe un errore politico».

Ma tra chi si oppone alla candidatura di Putamorsi c’è anche il M5s locale e regionale e il Cai, stessa storia di Massa, Carrara e regionale.

«A distanza di oltre 30 anni - scrivono in una nota dal Cai di Carrara - non possiamo nascondere una delusione profonda: a una visione delle aree protette, e in particolare dei parchi, come luoghi di conservazione dell’ambiente, di riscoperta del rapporto tra l'uomo e la natura, di sperimentazione di un modello alternativo di gestione del territorio, abbiamo viceversa assistito all'affermazione di una visione meramente economicistica: il compito del Parco è parso sì quello di promuovere il miglioramento delle condizioni di vita delle comunità locali, ma esclusivamente attraverso azioni volte a tutelare e privilegiare le sole attività estrattive presenti in area parco».

Anche il Cai di Massa del Club Alpino Italiano “Elso Biagi” si associa al coro di protesta implorando il presidente della Regione di non nominarlo: «chiediamo - dicono -il coraggio morale e istituzionale di rompere con il passato, di dare finalmente al Parco delle Alpi Apuane il ruolo che merita».

«Nella prossima scelta del presidente del Parco delle Apuane, i sindaci coinvolti dovranno dimostrare ai cittadini di essere liberi e capaci di decidere a favore della collettività», commenta invece il Movimento 5 Stelle di Carrara.

Interviene sul caso anche Legambiente. «Chiediamo ai sindaci apuani - commentano Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette di Legambiente e Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana - di essere all’altezza delle scelte che compiranno, per conto di tutti i cittadini toscani, italiani ed europei. Figure capaci di essere garanti della tutela del delicato equilibrio delle Alpi Apuane, d'altra parte, esisto-no, basta avere il coraggio di candidarle».

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