Il presidio
Profughi, 655 in provincia e altri 150 sono in arrivo
«Non c’è alcuna emergenza, le strutture ci sono» dice il viceprefetto La Rosa 12 centri solo a Massa, 34 euro al giorno per ospite e il problema falsi rifugiati
MASSA. Non c'è “emergenza migranti” a Massa Carrara, i livelli di accoglienza sono elevati, i sindaci collaborano, non esistono ghetti, o strutture in cui si accumulano centinaia di extracomunitari, il controllo è costante, almeno quello di competenza della Prefettura, e i cittadini possono stare tranquilli. Però, in arrivo ci sono altri trenta migranti, che a breve dovranno essere inseriti nel programma di accoglienza e per i prossimi mesi la Prefettura ne prevede minimo altri 150, in base alle statistiche e ai flussi migratori.
È il quadro illustrato dal vice prefetto di Massa Carrara Giuseppe La Rosa davanti alla commissione comunale Sociale, un quadro supportato da dati, proiezioni e bilanci dell'attività territoriale di accoglienza.
I dati regionali. Intanto i numeri: il numero di migranti, che ogni regione deve accogliere, è deciso dalla Conferenza Stato/ Regione, in base ad alcuni parametri costanti. In Toscana la percentuale di migranti, secondo questi calcoli, non dovrebbe superare il 6,56%. Oggi però sfiora il 7%: «Per questo- inizia il vice Prefetto- tutte le province toscane in questi giorni dovranno accollarsi un certo numero di migranti per alleggerire la città di Firenze, dove la concentrazione di rifugiati sta sforando i livelli consentiti. Città come Pisa ad esempio sono in attesa di centinaia di profughi. Nella nostra provincia ne arriveranno trenta».
655 ospiti . Anche la percentuale di migranti per ogni provincia è calcolata in base a dei precisi parametri: a Massa Carrara è del 5,50%, a Firenze, unica città metropolitana della Regione, ad esempio, è del 29%. «Siamo perfettamente in linea- dice La Rosa- con le disposizioni governative. Da noi non c'è nessuna emergenza migranti. Ci sono dei problemi da risolvere, è ovvio, ma siamo in condizione di poterlo fare, senza problemi». I migranti che hanno ottenuto l'asilo politico e che quindi rientrano nel programma di accoglienza a Massa Carrara sono in totale 655, di cui 254 nel comune di Massa; sono divisi in 14 comuni, in strutture convenzionate e soltanto Zeri, Comano e Casola non hanno aderito, al momento, all'accoglienza.
«I sindaci potrebbero essere obbligati a mettere a disposizione le loro strutture per i migranti- spiega il viceprefetto - perché sono disposizioni ministeriali. È ovvio che noi prefetti non cerchiamo mai lo scontro, perché non è produttivo. Cerchiamo le strutture adatte, chiediamo ai sindaci se sono d'accordo a metterle a disposizione e se rifiutano cerchiamo un compromesso. Qui abbiamo avuto sempre un ottimo riscontro, i sindaci sono stati quasi tutti collaborativi. Vorrei ricordare che, sempre secondo il piano nazionale, i territori con meno di 2000 abitanti, possono accogliere soltanto sei profughi».
Il caso massese. Nel comune di Massa sono 12 le strutture messe a disposizione dei profughi, che come detto sono in totale 240: «Non li mandiamo subito nelle strutture scelte per loro - spiega il vice Prefetto- ; la prima accoglienza è al centro Caritas di Casa Faci, dove vengono visitati per la Tbc e dove viene fornito il primo vestiario. Una volta distribuiti nelle varie strutture, ogni tre mesi la Prefettura controlla cosa gli viene dato da mangiare, se sono puliti, se hanno freddo o caldo, se rispettano le regole; ci facciamo anche inviare gli scontrini di spesa delle varie cooperative che si occupano della loro assistenza, a cui diamo, lo ricordo, 34 euro per ogni migrante accolto.
Come vivono.Dei 34 euro giornalieri, 2,50 vanno direttamente ai profughi che possono spenderli come vogliono. Il vice prefetto non coglie alcune polemiche riguardo lo stile di vita dei profughi massesi: «Se li vedete fare la spesa con carrelli molto pieni al supermercato- dice- forse hanno messo insieme le loro paghe per comprarsi qualcosa che la cooperativa non gli fornisce. State certi che non permettiamo che girino in Ferrari».
Gli allontanamenti. La Rosa ammette che sono stati firmati molti provvedimenti di allontanamento nei confronti di profughi indisciplinati: «La nostra è la linea della solidarietà ma dobbiamo far rispettare le regole; prima gli viene dato un avvertimento, poi vengono allontanati. Sono casi di risse ripetute, di incompatibilità con il territorio, o indisciplina».
Veri rifugiati? Ma sono tutti regolari? Un solo caso sfugge al controllo della Prefettura e sta a monte: «Non siamo in grado di sapere se i migranti che ci vengono affidati sono tutti realmente profughi di guerra. In pratica noi dovremmo inserire nel programma di accoglienza esclusivamente i rifugiati politici. Purtroppo i dati nazionali ci dicono che su 100 migranti accolti soltanto il 44% ha il titolo per rimanere in Italia alle condizioni che ci siamo detti; per questo probabilmente anche a Massa ci sarà qualche extracomunitario ospitato senza diritto.
È una commissione prefettizia territoriale che dovrebbe fare questi accertamenti, ma noi non l'abbiamo. C'è solo a Firenze e Livorno».
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