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Palasport, i soldi li mette il governo

Palasport, i soldi li mette il governo

La Nardi conferma i finanziamenti, ma è scontro sui tempi Caruso: progetto in ritardo. Carioli: falso, pronto nel 2017

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MASSA. I soldi, 3 milioni di euro, per il palazzetto dello sport, il governo li darà, e arriveranno entro febbraio. È quanto la parlamentare pd Martina Nardi ha assicurato all’assessore allo Sport Gabriele Carioli, il quale lo ha riferito nella commissione Lavori pubblici.

La conferma dei finanziamenti statali per il palasport è una buona notizia. «L’unica – accusa però Stefano Caruso, consigliere comunale di Toscana Attiva – perchè ci sono già grossi ritardi e il palazzetto non sarà certo pronto per l’autunno prossimo, per la prossima stagione sportiva. «Preoccupazioni infondate: stiamo andando avanti, l’opera sarà inaugurata nei tempi previsti. Il Palasport sarà pronto nel 2017, come previsto», replica subito l’assessore Carioli.

Caruso fa una critica a tutto campo sul palasport: ripete che a suo avviso la collocazione (in via Oliveti, nello stesso punto in cui sorgeva il vecchio impianto ora demolito) è «inidonea», dice che «è strano che il comune non abbia altre aree pubbliche disponibili» e poi punta il dito sui presunti ritardi: «Il permesso del Coni (necessario per poi avere tutti gli altri) è arrivato solo il 15 novembre 2016, ma ancora mancano i pareri dei Vigili del Fuoco e del Gonip (che è la commissione dell’Asl che dà un parere igienico-sanitario sui nuovi insediamenti). Ottenuti questi si dovrà imbastire un bando di gara "aperto" (su uno o due lotti a seconda se arriva il finanziamento promesso entro febbraio, o se il Comune dovrà procedere con proprie somme) e quindi altri 60 giorni di gara per poi procedere, se non ci saranno intoppi, all'assegnazione dei lavori. In sostanza, prima di maggio/giugno a essere ottimisti, non vedremo alcuna novità. Quindi l'ipotesi di avere il palazzetto funzionante entro il 2017 sarà remota».

Il parere del Gonip, gli risponde Carioli sarà rilasciato proprio oggi, i tempi che ci siamo dati sono rispettati, non ci sarà alcun ritardo.

Ma Caruso contesta anche il progetto del nuovo palasport, a suo avviso, «un palestrone»: «Ad esempio, le gare di pattinaggio ed hockey necessitano di uno spazio minimo di mt. 20x40. A questa misura ci si arriva comprendendo nel computo anche la zona di "out" proprio a ridosso dei muri perimetrali, senza margini di manovra. I canestri per il basket, poi, sono stati previsti appesi con la possibilità di essere alzati quando inutilizzati: scelta esteticamente orribile che costringerebbe alcuni atleti a dover svolgere esercizi con un oggetto sulla testa oltre che essere di intralcio nelle azioni di recupero nel volley. Si spera che la scelta torni sui canestri motorizzati rimovibili».

E l’assessore Carioli ha una risposta anche su questo: le dimensioni della struttura hanno l’okay del Coni, la scelta dei canestri sarà quella più idonea per le esigenze di tutte le discipline.

L’ultima parola ancora a Caruso che torna sulla «ubicazione "limitante" e infelice del palazzetto che costringe – lui dice – a spendere dei soldi partendo dal compromesso: omologazione per tutte le discipline o omologazione in virtù delle presenze? Comunque un'opera compiuta ma incompleta». Per chiudere con una specie di provocazione: «Non sarebbe stato meglio investire 3 milioni di euro per fare tre tensostrutture a norma da un milione ciascuna?»

Una proposta “a tempo scaduto” (l’operazione palasport in via Oliveti è ormai in moto) e in conflitto con il programma della giunta Volpi. Che ha puntato forte sul«diamo un nuovo palazzetto alla città».c.f.

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