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Camion, dubbi del Ministero
Arrivato il parere sollecitato dal geologo Caniparoli sul transito in centro: «Potenziale pericolo»
CARRARA. La scorsa estate il geologo Riccardo Caniparoli aveva presentato una dettagliata segnalazione contro il transito dei camion sulle strade della zona di San Martino.
Nei giorni scorsi il professionista ha ricevuto la risposta del ministero dei Trasporti che sostiene: «Il passaggio dei mezzi pesanti può essere vietato». Non si tratta di un diktat né di una direttiva perentoria ma rappresenta comunque un precedente importante, anche in vista di un possibile aumento dei transiti dei mezzi pesanti sulle strade cittadine. Il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha risposto alla segnalazione presentata la scorsa estate dal professor Riccardo Caniparoli, contro i camion del marmo che percorrono le strade della zona di San Martino.
Si tratta per lo più dei mezzi adibiti al trasporto dei blocchi che scendono dalle cave del Sagro, i soli – per ora – ad essere autorizzati a percorrere la viabilità cittadina in deroga all’ordinanza che impone l’utilizzo della Strada dei Marmi. Lasciata la provinciale per Gragnana-Castelpoggio, questi bisonti del marmo, si immettono sulla Carriona e arrivati in zona San Martino si dirigono in parte su via del Commercio, via della Stazione, transitando davanti all’ex Tribunale e in parte proseguono sulla Carriona in direzione “mare”. A luglio il professor Caniparoli aveva inviato a Prefettura, Ministero dei Trasporti, Amministrazione comunale e Polizia Municipale un dettagliato report, per dimostrare, caratteristiche delle strade alla mano, che quel tracciato non è adatto ai mezzi pesanti i quali rappresentano una minaccia alla sicurezza di automobilisti, pedoni e infrastrutture.
Nei giorni scorsi il geologo ha ricevuto la risposta della Sezione Operativa di Massa-Carrara del Provveditorato interregionale delle opere pubbliche per Toscana e Umbria del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Dopo una serie di sopralluoghi sul posto, effettuati a settembre e dicembre nella zona oggetto della segnalazione, il funzionario incaricato, Riccardo Assenzio, ha stabilito che per quanto riguarda il passaggio «di autoarticolati e autotreni pesanti su Via del Commercio, Via San Martino e di Via della Stazione», «pur non ravvisando significative situazioni di pericolo per l’incolumità pubblica e per la sicurezza stradale», «il transito di mezzi pesanti di massa superiore a 7,5 tonn. sulla Via del Commercio e di conseguenza sulla Via della Stazione, possa essere completamente vietato visto il ridotto utilizzo da parte dei suddetti automezzi e il divieto di passaggio in determinati orari disposto dal Comuna di Carrara».
Secondo il funzionario quei mezzi, per la loro tipologia e per il tipo di materiale trasportato, «entrambi rilevanti, potrebbero comportare dissesti alle infrastrutture presenti sulle vie in questione (marciapiedi, isole pedonali in rilievo), possibili danni alle auto in sosta e interferenze rilevanti con il passaggio pedonale».
L’addetto del Ministero richiama inoltre «il Comune di Carrara, in qualità di proprietario della strada» a intervenire per la manutenzione della segnaletica mentre dà a atto a piazza Due Giugno di aver ripristinato i dissesti della pavimentazione dei marciapiedi di Via San Martino, segnalati a suo tempo da Caniparoli. Secondo il professore, anche se il ministero non ha imposto lo stop ai camion, si tratta comunque di un precedente importante: «Viene riconosciuto che la responsabilità è del comune e che secondo le norme e il codice della strada quelle strade non sono idonee a ospitare i mezzi pesanti» spiega il geologo, aggiungendo che l’eventuale afflusso di nuovi mezzi, ventilato nel protocollo di intesa che consentirebbe i passaggi dei camion delle scaglie provenienti dal Sagro (in attesa della costruzione di una strada interna ai bacini marmiferi, come previsto dall’atto siglato a giugno tra amministrazione provinciale, comuni di Carrara e Fivizzano e Parco delle Apuane) non farebbe che peggiorare la situazione di queste e delle altre strade comunali.
Non solo: «Si chiarisce che il comune ha la responsabilità penale e civile dei danni a queste infrastrutture» insiste Caniparoli, convinto che quella viabilità «è da considerarsi non agibile ai camion e che, se invece di un comune, la competenza fosse stata di un privato, sicuramente il Ministero avrebbe imposto il divieto». (c.ch.)
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