Il Tirreno

Il Pd di Carrara si ribella a Firenze

di Cinzia Chiappini
Il Pd di Carrara si ribella a Firenze

L’assemblea comunale candida Vannucci con 49 voti a favore. Mazzeo: dividere la coalizione è un grave errore politico

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CARRARA. Il Pd regionale chiede alla segreteria comunale di congelare l’assemblea ma via Groppini tira dritta per la sua strada e con 49 voti a favore e un astenuto conferma la candidatura a sindaco di Andrea Vannucci. Quella di ieri è stata una giornata che il centro sinistra carrarese ricorderà a lungo.

Sì perché la coalizione che ha sostenuto l’amministrazione alla guida della città negli ultimi dieci anni ha assistito a due appuntamenti probabilmente decisivi per le sorti dell’alleanza. In sostanza a fronte della richiesta del Pd regionale e di tutti gli alleati di rinunciare alla votazione sulla candidatura di Vannucci, via Groppini ha proceduto comunque alla consultazione, confermando la nomina dell’ex vicesindaco.

Poco prima delle 20, dopo gli interventi del segretario comunale Raffaele Parrini e dello stesso Andrea Vannucci, si è aperta la votazione dell’assemblea comunale: degli 88 aventi diritto, i presenti erano 51; di questi 49 si sono espressi a favore di Vannucci, uno si è astenuto (Gianluca Brizzi, segretario del circolo Pd di Bonascola) e un altro ha lasciato via Groppini poco prima del voto. «Procederemo con il nostro candidato sulla linea politica che abbiamo scelto ma abbiamo intenzione di proseguire il dialogo sia con gli alleati sia con la minoranza interna al nostro partito…il nostro obiettivo è restare uniti» ha dichiarato a caldo il segretario comunale Raffaele Parrini.

Conflitto aperto con il regionale e gli alleati. In realtà la linea intrapresa da via Groppini è in aperto conflitto con quella indicata dalla segreteria regionale e dal resto della coalizione di centro sinistra. Basti pensare che appena un paio d'ore prima dell'inizio dell'assemblea comunale, a Firenze si era tenuto l’incontro di coalizione chiesto da Psi, Articolo Primo e Pri ai vertici regionali del Pd. Il vicesegretario dei democratici Toscani, Antonio Mazzeo aveva incontrato Luca Vinchesi di Articolo Primo, Giuliano Fazzi del Pri, Mirko Giromella di Carrara Futura, Leonardo Buselli e Graziano Cipriani, rispettivamente segretari comunali e regionali del Psi, oltre al segretario provinciale del Pd Cesare Leri, accompagnato per l’occasione da Emanuele Ricciardi mentre erano assenti, come annunciato, i delegati della segreteria comunale. Durante la riunione Mazzeo aveva spiegato che per il Pd Toscano la priorità è tenere in piedi la coalizione di centro sinistra, trovando un candidato sindaco condiviso, con o senza primarie. Una posizione appoggiata da tutti gli alleati tanto che alla fine dell’incontro, a ridosso dell'apertura dell'assemblea di Via Groppini, era stato divulgato un documento unitario in cui i partecipanti alla riunione, «si rendevano disponibili a portare un loro contributo alla costruzione di un progetto politico-amministrativo condiviso insieme all’Unione comunale del Partito Democratico». Per questo il Pd Regionale e gli alleati, avevano «chiesto alla Unione Comunale del Pd di Carrara di sospendere ogni deliberazione relativa alla individuazione del programma ed al relativo candidato sindaco così da poter offrire all’intera coalizione la possibilità di partecipare attivamente a tali decisioni».

Disatteso l’invito a non procedere con l’assemblea. In sostanza la riunione di coalizione a Firenze si era chiusa con la richiesta al segretario provinciale del Pd Leri, di sollecitare via Groppini a "congelare" l’assemblea fissata di lì a poche ore. Probabilmente fiutando l'aria che tira a Carrara, Mazzeo aveva poi invitato gli alleati a non prendere decisioni a caldo, anche se via Groppini avesse scelto – come poi è avvenuto - di procedere comunque alla nomina di Vannucci. A meno di un'ora dalla chiusura dell'incontro di coalizione, si è aperta l'assemblea comunale che ha confermato i timori degli alleati: via Groppini è rimasta sulla linea annunciata già a novembre, con il no alle primarie, rispondendo picche ai solleciti della segreteria regionale e del resto della coalizione. Appreso l'esito dell'assemblea e della votazione, Antonio Mazzeo ha commentato: «La decisione del Pd locale di procedere ugualmente allo svolgimento dell’assemblea comunale è un grave errore politico, e ancora più grave è non aver ascoltato la richiesta degli altri partiti di maggioranza di non scegliere il candidato sindaco in maniera autonoma e non condivisa. La priorità, se si vogliono vincere le elezioni, è infatti quella di ripartire almeno dalla attuale coalizione di governo e dall’obiettivo di migliorare tutti insieme l’azione amministrativa laddove in questi anni non si sia stati in grado di dare le risposte necessarie».

Ribadito l'invito agli alleati a «mantenere comunque aperto il tavolo di confronto permanente (quello tenutosi nel pomeriggio a Firenze, ndc)» il vicesegretario del Pd Toscano ha confermato la volontà della segreteria regionale di «perseguire con forza e determinazione, anche assumendocene la diretta responsabilità, perché non è certo seguendo la logica delle divisioni che si può pensare di vincere le prossime elezioni amministrative».

Che il richiamo all'assunzione da parte del Pd regionale di una “responsabilità diretta” sia un primo passo verso il commissariamento? Nessuno per ora lo conferma ufficialmente ma tra gli esponenti della “nuova guardia” del Pd, locali e non, c'è la convinzione che se via Groppini procederà su questa strada, non potrà non arrivare un diktat forte dall'alto. Una cosa è certa: il Pd locale ha dato il segnale di voler andare avanti con Vannucci, nei prossimi giorni vedremo le mosse del regionale. E se dovesse procedere con un commissariamento, e azzerare la scelta di Vannucci, a quel punto quale sarebbe la mossa dell’ex vicesindaco. Vedremo.

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