Meteo
«Troppe malattie, occorre più educazione sessuale»
Il primario di Ginecologia si rivolge ai genitori degli adolescenti: casi in crescita ma pensano solo alla pillola. Aumentano le nascite al Noa ma anche gli aborti
MASSA. Il 2016 ha registrato un altro successo per il reparto di Ostetricia e ginecologia del Noa. Sono in costante aumento le mamme che decidono di dare alla luce il proprio piccolo, nell'ospedale delle Apuane. Il primario del dipartimento d Ostetricia, Antonio Ragusa, lancia però anche un appello per le famiglie: «Fate educazione sessuale ai vostri figli, bisogna prevenire le malattie sessualmente trasmesse». Un invito pressante perchè, avverte il primario, si ha l’impressione che la diffusione delle malattie trasmesse per via sessuale siano in aumento.
Sono molte le mamme che quest'anno hanno deciso di partorire presso il nuovo ospedale delle Apuane?
«Sì, più mamme dell'anno scorso certamente, in questo siamo in decisa controtendenza rispetto al resto della Toscana, che ha registrato un triste e importante calo della natalità».
C'è stato qualche problema da quando il punto nascita ha lasciato l'Opa?
«L'adattamento alla nuova struttura ha retto bene, l'effetto fuga dal “nuovo ospedale” nel nostro reparto non si è sentito, anzi, come detto, sono aumentate le nascite».
Le malattie sessualmente trasmesse (Mst) sono in aumento tra i giovani?
«Direi che il nostro osservatorio, l'ospedale, non ci consente una visione quantitativa del fenomeno. I giovani e le loro famiglie continuano ad avere paura della gravidanza e non delle malattie... Il consultorio dovrebbe possedere un miglior database per saperne di più, per quello che vediamo noi, in pronto soccorso ginecologico, le persone accompagnano la figlia per la pillola del giorno dopo e non si pongono minimamente il problema delle Mst. Direi che la cultura va fatta a ragazzi e famiglie. Tuttavia questo è molto difficile, oggi qualsiasi studente delle medie inferiori dispone di un cellulare con accesso libero a centinaia di siti pornografici e contrastare questa subcultura, da parte di famiglie e istituzioni è complesso e forse non possibile».
Bisogna fare campagne di prevenzione nelle scuole?
«Sarebbe auspicabile iniziando dalle medie inferiori, la prevenzione è sempre benvenuta, ma, come detto, sarebbe molto utile un sistema di parenting controll applicato ai cellulari».
Parliamo ora invece di interruzioni di gravidanza: quanti aborti ci sono stati nel 2016?
«85 aborti interni, 201 Interruzioni volontarie di gravidanza con isterosuzione, 90 pillole più Ru 486 (aborti farmacologici). Per ciò che riguarda la pillola del giorno dopo: 80 pazienti sono venute per avere la prescrizione ospedaliera di pillola del giorno dopo (Norlevo) che richiede ricetta medica, ma molte utilizzano Ellaone, andando direttamente in farmacia perché non necessita di ricetta medica».
Progetti 2017 per la ginecologia?
«Numerosi. Vi cito i sei principali. Potenziamento delle tecniche chirurgiche laparoscopiche e vaginali per il trattamento dei prolassi e dell'incontinenza urinaria. Potenziamento delle tecniche chirurgiche per il trattamento delle neoplasie vulvari. Invieremo inoltre una collega a Pisa, per perfezionarsi nelle tecniche chirurgiche oncologiche. Faremo venire un collega da Pisa, per tutorare i progressi in chirurgia oncologica ginecologica; acquisteremo dei simulatori per perfezionare le nostre abilità chirurgiche. Infine cercheremo di ridurre le recidive di Ivg mediante l'utilizzo di impianti sottocutanei da introdurre subito dopo l'intervento».
Sara Lavorini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
