Il presidio
«Ritardi inaccettabili sulla mobilità interna»
Avvicinamento a sedi vicino a casa dei lavoratori Asl, la Fials attacca l’azienda: graduatorie inesistenti
MASSA. La nascita dell’«Aslona», la maxi Asl Toscana Nord Ovest che si estende che si estende su un territorio di oltre 200 km suddiviso in 12 aree geografiche dalla Lunigiana e Apuane fino all'isola d'Elba crea problemi anche per la distanza tra posto dio lavoro e residenza per molti dipendenti. Per questo l’Asl ha pubblicato un bando di mobilità interna volontaria per i dipendenti del comparto "al fine di potersi avvicinare ai rispettivi luoghi di residenza o di dimora abituale..."
Ma per il sindacato autonomo Fialsa, ci sono molti ritardi e problemi. «Per ogni area – dice Massimo Ferrucco, segretario regionale Fials – dovevano essere formate distinte graduatorie per profilo professionale (es. Infermieri, ostetriche, operatori socio sanitari, tecnici, amministrativi ecc..) dove dovevano essere valutati il curriculum, la distanza della sede di lavoro, le situazioni di disagio familiare. Ad esempio ai fruitori della Legge 104 doveva essere data la priorità ad avvicinarsi e un punteggio superiore doveva essere attribuito ai genitori con figli minori on precedenza ad avvicinarsi. Ma dal 16 di agosto, termine di scadenza delle domande, l'Asl non ha ancora stilato nessuna graduatoria: dopo avere deciso unilateralmente le regole della mobilità, ora manifesta il solito comportamento arrogante di evidente disinteresse dei problemi dei propri dipendenti costretti quotidianamente a fare anche centinaia di chilometri per recarsi al lavoro privandoli del diritto sancito dalla legge di avvicinarsi al proprio domicilio. Probabilmente questo problema è difficile da capire per quei "dirigenti massimi" che hanno mantenuto l'ufficio vicino a casa e si spostano da una sede all'altra non sopportando le spese di viaggio».
Non solo, secondo Ferrucci, c’è il rischio di una beffa per i lavoratori che «potrebbero vedersi occupati i posti di lavoro più vicini da nuovi assunti reclutati dall'Estar, senza più la possibilità di scambi o compensazioni. La Fials parla ancora di «comportamenti lesivi dei diritti dei lavoratori» da parte dell’Asl e di metodi «che mortificano i lavoratori nelle loro aspirazioni di vita e di lavoro con un atteggiamento "padronale" di altre epoche si ripercuote negativamente anche sul clima interno all'azienda sanitaria».
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