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Incendio sul Macina, Arni con il fiato sospeso
Interessata una vasta area al confine fra Lucca e Massa-Carrara, fiamme domate nel pomeriggio
STAZZEMA. Apprensione sulle Apuane. È stato dichiarato estinto solamente intorno alle 15.30 di ieri l’incendio che ha colpito il Monte Macina, non lontano dal centro abitato di Arni, in Alta Versilia, al confine fra le province di Lucca e Massa-Carrara. Le fiamme sono scoppiate nel tardo pomeriggio di sabato per motivi ancora da definire (si teme che sia tutta opera di un piromane) ma, a causa del vento forte che si è abbattuto sulla zona, l’incendio è divampato tanto che per l’intera mattinata di domenica sembrava impossibile domare il fuoco.
Sul posto, coordinati da personale della Regione Toscana e delle province di Lucca e Massa-Carrara, sono intervenuti due elicotteri antincendio che si sono approvvigionati di acqua dal lago di Vagli in Garfagnana. Soltanto nel pomeriggio di ieri, quindi, la sala operativa della Protezione civile ha potuto comunicare al sindaco che le fiamme erano state domate. Fortunatamente il rogo non ha minacciato né l’abitato di Arni né altri paesi che si trovano nella zona e dunque non si registrano pericoli o danni a cose o persone. Il fuoco ha però distrutto un’ampia porzione di vegetazione a ridosso del Monte Macina, anche se non è ancora stato possibile quantificare l’estensione dell’incendio.
«Nessuno è stato evacuato - racconta il sindaco di Stazzema Maurizio Verona - ma la paura è stata grande perché nei giorni scorsi in zona c’erano state diverse segnalazioni su un odore di gas gpl, di mercatano per la precisione, e si temeva che l’incendio fosse stato causato da una perdita che aveva preso fuoco. Nel dubbio, ho chiesto che venissero fatti i cosiddetti “bagnamenti” vicino al centro di Arni affinché il fuoco non si avvicinasse troppo alle abitazioni».
Nei giorni scorsi la società Eni aveva inviato alcuni tecnici di una ditta di Legnano, in provincia di Milano, per controllare eventuali perdite sulla tubazione del gas. Gli esperti però non hanno rintracciato alcun malfunzionamento nella rete.
«I tecnici inviati dalla società del gas dovranno tornare per fare nuovi test - ha detto il sindaco - ma per fare questo bisogna aspettare che le temperature risalgano al di sopra dei 10 gradi, quando sarà possibile utilizzare la tecnica della “schiuma”».
(cbm)
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