Il presidio
Una bottega a Massa per vendere canapa «È la pianta del futuro»
Dentro il negozio si trovano cibo e bevande ma anche tessuti La proprietaria: «Spero che Canacandia diventi una rete»
MASSA. La bottega è asciutta, si potrebbe dirla minimale. Non presenta l’offerta traboccante di certi negozi, con i prodotti che dagli scaffali sembrano volersi gettare tra le sue braccia. Nella Bottega Canacandia il prodotto è uno solo, la canapa, declinato in tutte le sue varietà: tessuti, cibi, bevande, fertilizzanti e prodotti per il corpo. Il materiale del futuro, nonostante il suo utilizzo da parte della nostra specie risale alla culla dell’umanità: un pezzo di stoffa in canapa risalente al 8000 a.C.. è uno dei più antichi manufatti umani conosciuti.
Federica Di Libero, 30 anni, è venuta dalla Val D’Aosta fino a Massa per iniziare la sua attività. Con sè il socio a quattro zampe Mickey. «Ho scelto il mare – racconta – mi è sembrato un posto bello dove poter stare con questo intreccio tra montagna e acqua». Fino a qualche tempo fa è stata impiegata negli Autogrill sull’autostrada e l’ambiente che ha creato è bello leggerlo come una reazione estetica e di design al posto di lavoro che per anni ha frequentato. Se nelle stazioni di servizio tutto è urlato, frenetico, colorato e gommoso, nella Bottega di Federica i prodotti si affacciano con discrezione da mensole e credenze dall’effetto rustico e i vestiti appesi su una parete laterale sembrano ordinati in modo da captare l’attenzione di chi entra senza disturbarlo.
Sul fondo della bottega una grande lavagna richiama alla mente locali metropolitani, con le scritte al gesso, le tracce di chi passa o gli appuntamenti promossi dal negozio. «Vorrei farne un angolo relax – confessa Federica – quando potrò penso proprio che qui ci si potrà fermare per bere un caffè, chiacchierare, ritrovarsi. Il mio principale intento, aprendo questo posto, è di farne una rete per chi è interessato alla canapa e ai suoi mille usi».
La maggior parte dei prodotti arriva dalla Puglia, dove da molti anni esiste la rete Canapuglia, impegnata nella diffusione della cultura legata alla canapa in ogni punto della filiera. Dalla coltivazione alla rivendita, con i prodotti che hanno varcato i confini regionali. «Ho cominciato con loro – spiega Federica – e mi hanno dato consigli preziosi. Per ora la maggior parte dei prodotti che prendo, soprattutto quelli alimentari, arrivano dalla Puglia. Ci sono le orecchiette, i taralli, le farine tutte cucinate con la canapa».
Spiega Federica che con la farina bisogna imparare con le dosi: «Non ne va utilizzata troppa, altrimenti il sapore diventa amaro. Ma è senza glutine e mischiata a quella di mais può essere mangiata da chi è allergico. E il sapore è buonissimo».
Di produttori ce ne sono anche in Toscana e in futuro non si preclude l’idea di collaborare. «La potenzialità del materiale è incredibile, chi lo prova anche per caso resta stupefatto. A chi ho venduto delle creme per il corpo è tornato per dirmi che erano fantastiche, che avevano risolto il loro problema di ruvidità della pelle. Conto molto sul passaparola e sulla qualità di quanto offro. È un discorso che vuole andare oltre al commercio».
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