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Petizione online contro Putamorsi

Petizione online contro Putamorsi

Parco delle Apuane, raccolta di firme da consegnare al presidente Enrico Rossi

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CARRARA. Una raccolta firme online, con un centinaio di adesioni in meno di un’ora, per chiedere che Alberto Putamorsi non sia confermato alla guida del parco delle apuane. L’ha lanciata su Change.org un gruppo di ambientalisti, “guidati” da Nicola Cavazzuti, consigliere comunale massese di Rifondazione e primo firmatario dell’appello. La petizione sarà consegnata al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. «Enrico Rossi – scrivono i sostenitori della raccolta firme - noi "abitiamo qui" ma non abbiamo mai visto un'azione dell'attuale Presidente del Parco delle Apuane per la gente comune che abita qui. La sua faccia era sempre rivolta verso i poteri forti delle Alpi Apuane. Lui non sarà mai il nostro presidente, non sarà mai il presidente di un parco naturale e della sua gente. Sig. Rossi non rinnovi l'incarico al sig. Putamorsi!». In questi giorni com’è noto è in atto il rinnovo dei vertici del Parco delle Apuane: tra i primi oppositori del secondo mandato per il presidente uscente, Legambiente Toscana, che nei giorni scorsi ha diffuso un appello al presidente Rossi, definendo «inaccettabile anche la sola presenza nella quaterna dei candidati del nome del presidente uscente»: secondo l’associazione infatti Putamorsi, «si è scagliato contro il Piano Paesaggistico della Regione, ha promosso frantoi industriali in area Parco ed è tutt’oggi promotore di una nuova strada nel cuore dell’area protetta per trasportare scaglie di marmo dalla quota di 1.200 metri fino a valle». «Un presidente di Parco che fa battaglie a favore delle cave all’interno dell’Area protetta, non è in grado di rivestire tale ruolo. Chiediamo quindi a Enrico Rossi e ai sindaci apuani di promuovere una nuova guida» hanno dichiarato Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette di Legambiente e Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana. L’ultimo riferimento è ovviamente allo spinoso caso della nuova strada camionabile che dovrebbe collegare il Morlungo al bacino di Torano per consentire il conferimento a valle dei detriti prodotti dalle cave che sorgono ai piedi del Sagro, in pieno Parco. Attività che proprio per la loro collocazione, secondo gli ambientalisti, andrebbero chiuse. L’ente Parco, dal canto suo, ha sottoscritto invece un protocollo di intesa, con l’amministrazione provinciale e i comuni di Carrara e Fivizzano, che prevede sia la costruzione di una strada sia l’autorizzazione ai mezzi pesanti delle scaglie a transitare sulle strade carraresi, in attesa che sia pronta la nuova viabilità interna ai bacini marmiferi. (c.ch.)

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