Il presidio
Dragaggio nelle vasche Le opere le fa il Comune
La Regione delega Palazzo civico a rimuovere la sabbia e ripascere A breve il decreto che dà il via libera. Uilian Berti: a marzo i lavori
MASSA. La premessa è che i lavori anti erosione sono di competenza della Regione. È Firenze che si mette le mani in tasca, è Firenze che stende il progetto e realizza le opere.
E lo fa sia quando si tratta del mega intervento da circa 30 milioni di euro che si dovrebbe concludere nel 2022, sia quando si tratta di opere più contenute per garantire, proprio in attesa di quel mega progetto, una boccata di ossigeno a chi sul mare lavora.
Ma quando l’intervento è più contenuto, “tampone” all’emergenza, allora la Regione può fare un’eccezione. Lo fa - o almeno ha intenzione di farlo - per Massa. Sarà il Comune, infatti, a realizzare il dragaggio delle vasche alla Partaccia regalando a quel tratto di litorale un aumento di profondità del fondale. Boccata d’ossigeno, dicevamo, e non soluzione all’erosione, un modo comunque - queste le intenzioni - per “combattere” l’alga tossica e ripascere la spiaggia.
L’intervento prevede, infatti, il dragaggio della sabbia che si è accumulata nelle porzioni di litorale chiuse da due scogliere laterali e da una parallela alla costa, le cosiddette vasche. Il materiale dragato, dopo caratterizzazioni e analisi, sarà utilizzato per ripascere la spiaggia che da quelle parti è diventata bene raro, con tanto di scalini da un metro e mezzo alle prime folate di vento. Il dragaggio, con il conseguente aumento della profondità, dovrebbe contribuire ad abbassare la temperatura dell’acqua. E la speranza è che la temperatura più bassa renda la vita difficile all’alga Ostreopsis Ovata che al caldo si riproduce al meglio e che, ogni estate, da un po’ di anni, rende la vita dura a balneari e bagnanti.
Bene, dopo una serie di incontri, la Regione ha deciso che l’intervento di dragaggio potrà realizzarlo il Comune. Ieri al genio civile un nuovo incontro per formalizzare l’accordo: la Regione, con un decreto di delega, passerà la palla a palazzo civico, pur rimanendo a suo carico l’intero iter autorizzativo.
Il decreto è atto indispensabile anche per il Comune perché gli permette una anticipazione di cassa. Forte di quell’atto, via Porta Fabbrica, può infatti anticipare i soldi per il primo step, quello che prevede il prelievo delle sabbie, la caratterizzazione e le analisi per verificarne la compatibilità con quelle sulla battigia. Step da 60-70.000 euro: il Comune anticipa, la Regione poi restituisce.
La prossima settimana è in programma un nuovo incontro tra il Comune e la Regione e in quella sede sarà definito il cronoprogramma.
L’amministrazione - spiega Uilian Berti, vicesindaco con delega ai lavori pubblici, punta ad avviare i lavori a marzo: «Dobbiamo evitare - motiva - che le opere si sovrappongano all’inizio della stagione turistica. Non solo - aggiunge -dragare troppo tardi significherebbe affrontare l’estate con il rischio di acque torbide».
Non rimane, quindi, che aspettare il prossimo incontro e la stesura del cronoprogramma.
Chiara Sillicani
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