Un prof alla sfida della voglia di cambiare
La partita si gioca sulla capacità di convincere le centinaia di famiglie che ancora girano attorno al marmo
MASSIMO BRAGLIA. Non inganni quell’aria mite. O meglio: il carattere è quello, mite, tranquillo, mai o molto difficilmente sopra le righe. Ma questo non significa certo arrendevole: e le battaglie che lo hanno visto impegnato in prima persona, principalmente quella contro il traffico pesante nel centro storico, con il comitato Sos Carrara di cui è stato uno degli storici artefici, ne è una dimostrazione. Ma anche il certosino lavoro portato avanti nella complicata partita per il regolamento degli agri marmiferi, hanno messo in luce un Francesco De Pasquale attento e competente. Il profilo scelto dal “popolo” grillino (poco meno di un centinaio i votanti) è quello di un carrarese che conosce e sicuramente ama la sua città, e che nella vita professionale, ha preferito seguire la passione dell’insegnamento alla vita da bancario, pur essendo quest’ultima, almeno inizialmente, molto più comoda logisticamente nella sede carrarese della banca, mentre per lui i primi anni di insegnamento sono stati non semplici, in Lunigiana.
Ma è evidente che quello che ha fatto fino a ieri conta ma solo relativamente: una cosa è essere consigliere comunale di un partito di opposizione, in una città in cui di fatto quel partito-movimento è stata quasi sempre l’unica opposizione (a parte la Bienaimè, e in questi ultimi tempi Rifondazione, in precedenza Laquidara non è mai stato una spina nel fianco, un po’ di più la Musetti); ben altra cosa è avere un progetto di città e la forza di conquistare un elettorato schierato da oltre settant’anni (in maggioranza) a centrosinistra. Quindi l’interrogativo è: De Pasquale avrà questa capacità? Sicuramente, rispetto al suo modo di porsi, quasi conciliante e sotto voce, dovrà cambiare passo, essere più aggressivo.
Dovrà, soprattutto, superare i “nemici interni”, che per il Movimento 5 Stelle al momento è soprattutto una, cioè la sindaca di Roma Virgina Raggi che sta dando dei grillini un’immagine di amministratori un po’ arruffoni, a dir poco. Tutto il contrario di cui ha bisogno Carrara. Carrara ha bisogno di cambiamento, e lo sa per primo il Pd, il partito di maggioranza relativa, basti dire che proprio nel momento in cui i grillini presentavano il loro candidato a sindaco, il segretario comunale del partito di maggioranza relativa, il Pd, annunciava la volontà di una campagna elettorale nel segno della discontinuità rispetto ai dieci anni di Zubbani, del quale il Pd è stato sempre il principale alleato, numericamente, in consiglio. La partita si vince nel segno del cambiamento, ma i carraresi, come in genere gli italiani, amano solo in parte cambiare e non amano i salti nel buio. De Pasquale, che di mestiere come detto è professore, in una intervista pre sfida con Michele Palma ha raccontato che insegnare gli piace anche perché non sempre in aula succede quello che lui si era prefigurato. A Carrara dovrà andare diversamente, dovrà al contrario programmare tutto e lasciare poco al caso.
Con questi chiari di luna, comunque, non ci sono dubbi: ad oggi, è lui il principale antagonista del centrosinistra. Il trend nel Paese è quello. Alle amministrative di cinque anni fa non andò benissimo ai 5 Stelle, che balzarono sì a 3 consiglieri ma che comunque non sfondarono. Carrara è una città anche clientelare, o comunque con molti voti consolidati. La partita si giocherà sul marmo: se le centinaia di famiglie che tuttora vivono sul lapideo, fra diretto e indotto, monte e piano, accetteranno la sfida del cambiamento, allora potrà avere davvero chance di vittoria o almeno di andare al ballottaggio. Altrimenti, se il lapideo si porterà con sè il mondo della conservazione, anche la mitezza e la grande forza di volontà di De Pasquale non saranno sufficienti. Ad oggi, la partita sembra aperta.
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