Il Tirreno

Ricettazione, condannato Riccardo Vignozzi

Ricettazione, condannato Riccardo Vignozzi

Il figlio maggiore del killer del maresciallo Taibi era sotto processo anche per i furti nelle scuole

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Il padre, Roberto Vignozzi, tornerà sul banco degli imputati, davanti alla Corte di Assise, il prossimo mese, quando riprenderà il processo per l’omicidio del maresciallo dei carabinieri Antonio Taibi.

Il figlio maggiore, Riccardo Vignozzi ieri mattina è stato condannato a 10 mesi, con il rito abbreviato per ricettazione. E ha sostenuto una nuova udienza del processo che lo vede sul banco degli imputati per i furti messi a segno a danno degli istituti scolastici da cui, tre anni fa, aveva fatto sparire i soldi dai distributori delle merendine, computer e altro materiale didattico, lasciando al firma “Diabolik”.

Doppio processo quindi , ieri in tribunale a Massa, per Riccardo Vignozzi, uno dei figli di Roberto Vignozzi, l’ex postino in carcere per aver ucciso il carabinieri Antonio Taibi.

Riccardo Vignozzi- assistito dall’avvocato Enrico Di Martino - è stato condannato a 10 mesi di reclusione per ricettazione: era stato sorpreso a bordo di un motorino che risultava rubato a Pisa.

Bloccato durante alcuni controlli per Vignozzi era scattata la denuncia. L’avvocato della difesa ha chiesto di derubricare l’ipotesi accusatoria da ricettazione a furto, ma il pubblico ministero ha respinto la sua istanza e ha condannato Riccardo Vignozzi a dieci mesi per ricettazione.

Sempre nella mattinata di ieri sono proseguite invece le udienza che vedono Vignozzi sul banco degli imputati per i “furti di merendine”: tre anni fa aveva passato al setaccio gli istituti scolastici di Marina di Carrara, facendo razzia di computer portatili, lavagne multimediali, e di tutti gli spiccioli contenuti nei distributori di merendine.

Riccardo Vignozzi, all’epoca si firmava come Diabolik e a seguito dell’ultimo colpo era stato arrestato.

Una vicenda che aveva fatto molto scalpore perché i raid messi a segno da Vignozzi erano stati davvero parecchi e tutti compiuti con lo stesso modus operandi che, dopo poco, aveva portato gli inquirenti a risalire alla sua identità.

Ieri in tribunale a Massa l’udienza del processo per i furti è stato rinviata al 5 maggio per poter sentire in qualità di testimoni due presidi delle scuole dove si sono verificati i furti.

Riccardo Vignozzi si trova attualmente in carcere, a Sollicciano, in cella insieme al padre Roberto. Il giovane sta scontando una pena legata a reati di spaccio di sostanze di stupefacenti: era stata proprio questa ennesima condanna a scatenare la vendetta del padre che nel gennaio scorso aveva ucciso il maresciallo Taibi.

(a.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera