Il Tirreno

Fials: le assunzioni sono meno del previsto

Il sindacato autonomo all’attacco: «La Regione non rispetta gli impegni e Cgil le dà man forte»

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MASSA. Su sanità, difficoltà del pronto soccorso e gestione dell’organico fa il punto Massimo Ferrucci, della segreteria regionale Fials (Federazione italiana autonomie locali e sanità). L’analisi del sindacato autonomo parte dal piano assunzioni: «Quando la direzione ce lo presentò, nel febbraio 2016, il Fials ne contestò i contenuti. Tale piano prevedeva per la ex Asl 1 un numero di cessazioni per il comparto pari a 16 unità ed un ripristino del turn over di 15 (cioè una unità in meno rispetto alle uscite); un potenziamento di 12 unità (di cui 6 infermieri, 5 operatori socio sanitari, 1operatore del ruolo sanitario); il reale potenziamento doveva essere di 12 unità che con una operazione discutibile venivano sommate, da parte aziendale, ad altre 12 unità derivanti dalle assunzioni non realizzate negli precedenti; in totale dovevano verificarsi 24 nuove assunzioni delle quali non abbiamo avuto alcun riscontro. Ciò che sorprende - prosegue Fials - è il confronto con le tabelle fornite dalla Regione in cui il turn over risulta per la ex Asl 1 nel 2016 di 39 unità pertanto non c’è stato incremento di personale; infatti le assunzioni previste, 15 da turn over più 12 di potenziamento, più 12 riferite agli anni precedenti determinano un totale di 39. Guarda caso la quantità del turn over 2016 risultante dai documenti della Regione».

Poi l’attacco alla Cgil: «Francamente è sconfortante assistere a questa “finta opposizione” della Cgil che si dimostra subalterna alle decisioni della direzione aziendale dopo che in sede di confronto sul piano assunzioni non aveva espresso nessuna critica...non si possono recitare più parti in commedia, firmare accordi a Firenze per diminuire i costi e lamentarsi in sede locale».

Poi il focus sui pronto soccorso le cui difficoltà - sostiene il Fials - sono conseguenze della riorganizzazione sanitaria regionale: «I problemi, al Noa meno accentuati che altrove, sono fotografia di un fallimento organizzativo. La Regione ha creato un’azienda di dimensioni gigantesche (l’Aslona ndr) aggravando le preesistenti disfunzioni organizzative e gestionali. L’obiettivo dichiarato di diminuire gli apparati si è tradotto in una loro proliferazione allungando la catena di comando... Permangono differenze sostanziali anche nel rapporto tra carichi di lavoro (nel caso di specie accessi la Pronto Soccorso) e numero di operatori impegnati».

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