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l’incontro con l’artista romeo buffoni

l’incontro con l’artista romeo buffoni

CARRARA. Passeggiando per i vicoli e imbattendosi in amici e conoscenti, Andrea Ghinoi incontra l'amico Romeo Buffoni, ex cavatore e conosciuto pittore di Carrara, che ha l'atelier proprio nella...

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CARRARA. Passeggiando per i vicoli e imbattendosi in amici e conoscenti, Andrea Ghinoi incontra l'amico Romeo Buffoni, ex cavatore e conosciuto pittore di Carrara, che ha l'atelier proprio nella strada dell'Arancio. Insieme ci portano sotto l'arco che unisce vicolo dell'Arancio con via Plebiscito, dove campeggia il murales di Romeo: un macinino da cui gronda sangue, messo in movimento da una grande mano scesa dall'alto, che macina monti bianchi riducendoli a cubetti di marmo e dei piccioni che beccano delle briciole.

«Rappresenta una macchina mangia-monti, rappresenta le Apuane rapinate del loro marmo, con i cittadini-piccioni ridotti ad accontentarsi delle briciole» spiega l’artista Buffoni.

Lo stesso pittore poi ci conduce presso Porta del Bozzo, all'inizio di via Ghibellina, che costituisce uno dei monumenti più antichi della città, risalente al 1300, costruito con masselli in marmo e pietre a vista ma che : «Purtroppo una recente restaurazione lo ha quasi completamente cementificato e adesso si possono vedere solo degli scorci di questo monumento» lamenta Buffoni, che spera in un nuovo intervento per correggere il restauro fatto.

Altra tappa di Ghinoi è il monumento del Gigante, il Dio Nettuno regalato dall'allievo di Michelangelo, Baccio Bandinelli a Carrara in seguito al rifiuto del suo committente Andrea Doria di pagare l'opera, forse per l'errore fatto dall'artista che scolpì la gamba destra più corta rispetto alla sinistra.

«Le donne, molti anni fa, venivano a lavare a questa fontana, ci sono vecchie fotografie che le ritraggono-racconta Andrea Ghinoi- e mi ricorda la vecchia Carrara: una Carrara migliore, non spoglia ma con le strade brulicanti di gente, mi ricorda Carrara quando era una città vissuta», commenta Andrea. Ma la sua ultima e forse più significativa tappa è il leone in marmo sdraiato ai piedi del monumento di Beatrice d'Este, in piazza Alberica.

«Non scelgo Beatrice come simbolo di Carrara ma voglio scegliere il leone-decide alla fine del tour in centro Andrea Ghinoi- perché il leone è un animale forte e Carrara, per rinascere, deve trovare la sua forza. Secondo me solo con la forza combattiva del leone i carrarini possono far rifiorire la città».

(f.v.)

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