Il Tirreno

Il sindaco Grassi all’Anpi: «Fatto tutto il possibile»

di Cristiano Borghini
Il sindaco Grassi all’Anpi: «Fatto tutto il possibile»

Il primo cittadino di Fivizzano ai partigiani: non è stato compreso il nostro lavoro E il collega di Casola, Riccardo Ballerini, preferisce un secco “no comment”

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LUNIGIANA. Duro j’accuse da parte di Anpi alle amministrazioni di Casola e Fivizzano, ree di essere poco presenti nella commemorazione dei caduti partigiani sui versanti lunigianesi durante l’occupazione nazista.

Parole che non sono state troppo gradite al sindaco Paolo Grassi che, pur non volendo entrare nel merito politico dell’attacco, dal punto di vista umano ha amaramente constatato come «non sia stato compreso il lavoro dell’amministrazione nel preservare il ricordo delle vittime degli eccidi nelle frazioni del fivizzanese. Abbiamo reintrodotto la Settimana della Memoria. Io moralmente ho fatto tutto ciò che era in mio potere, non mi sento di rispondere a tali accuse». Un sacrificio di 400 anime, nelle frazioni di Mommio, il 4-5 maggio ’44 e, successivamente, a Bardine di San Terenzo Monti, a Valla di San Terenzo Monti, a Vinca, Gragnola, a Monzone e a Tenerano, dal 17 agosto al 13 settembre ’44. Accuse che giungono come un fulmine a ciel sereno e che colpiscono un primo cittadino che si è anche contraddistinto in azioni di difesa della memoria dei fatti storici, chiedendo la fine dei processi sui militari tedeschi e la polemica col borgomastro di Engelsbrand dopo la consegna di una onorificenza a Ernst Wilhelm Kusterer, condannato nel luglio 2009 dal Tribunale militare di Roma in quanto figura attiva nelle stragi del fivizzanese.

Si trincera dietro uno scrupoloso silenzio anche Riccardo Ballerini, sindaco di Casola, anche lui accusato dall’associazione partigiana di essere poco propenso a ricordare la storia, non avendo voluto intitolare una classe ad un combattente della Resistenza.

Anche in questo caso non c’è la volontà di aprire un fronte di polemica, liquidando la questione con un secco no comment.

Una polemica che è destinata a spegnersi, forse, in primavera quando le manifestazioni si concateneranno una all’altra, vista la loro prossimità e, sempre forse, si tornerà a parlare delle storie che ancora si celano su quelle montagne, dove un tempo ogni respiro e goccia di sudore era impregnata di libertà.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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