Il Tirreno

Dalle officine Usa alle auto Citroen La storia dei Nani

di Aldo Antola
Dalle officine Usa alle auto Citroen La storia dei Nani

Meccanico di aerei americani durante la guerra Vivaldo, con il fratello, ha aperto la concessionaria

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MASSA. La passione per la meccanica l’ha salvato da un destino incerto e poi la Liberazione degli americani l’ha proiettato verso un futuro roseo e pieno di soddisfazioni. Infatti durante la Liberazione gli alleati, notate le sue qualità tecniche di meccanico, lo portano subito nelle loro officine per la manutenzione e riparazione degli aerei.

È cominciata così la favola imprenditoriale di Vivaldo Nani (classe 1924, scomparso nel 2008) continuata poi insieme al fratello Benedetto (1920-1995). Dopo la guerra infatti i due decidono di mettere su un officina e successivamente di commercializzare auto e mezzi da lavoro, e lo fanno tanto bene da attirare l’attenzione di marche famose e prestigiose come la Peugeot prima e la Citroen dopo. Raccontano la storia della F.lli Nani Gianfranco Nani, figlio di Vivaldo e i suoi cognati Fabrizio Bertelloni e Maurizio Capua, gli attuali amministratori.

«Ora la società è formata, con quote paritarie, da me - inizia il racconto Gianfranco, 67 anni - e le mie sorelle più giovani Mariagiovanna e Viviana Nani, consorti di Maurizio e Fabrizio. Ma il merito principale di aver portato la società a questi livelli è di mio padre Vivaldo e dello zio Benedetto. Dunque scampato il pericolo guerra, mio padre raggiunse ad Olbia il fratello che lavorava in una azienda meccanica: era il 1947. Nel 1954, dopo aver sommato all’esperienza con gli americani quella in Sardegna, tornano a Massa, decidono di mettersi in proprio e fondano la officina F.lli Nani, nel cuore della città, nell’attuale Piazza Liberazione. Da lì, per la disperazione di Vivaldo - Gianfranco lo dice sorridendo - sono cominciati i traslochi sempre inseguiti dalla Standa, diceva mio padre, perché lo spostamento dalla centralissima piazza ha fatto seguito proprio all’insediamento del supermercato nel 1966. Ci siamo trasferiti all’inizio di via Marina Vecchia, sulla sinistra, dov’era la segheria di marmi Tonarelli in zona Oviesse, poi anche da lì ci siamo spostati e sempre per l’arrivo della Standa. Ci siamo trasferiti poco distanti, dall’altro lato, fra viale Stazione e viale Roma. Ma lo spazio era diventato insufficiente e poco funzionale, in pratica eravamo in città: nel 1986 abbiamo trovato finalmente la soluzione definitiva, che è l’attuale, in via Oliveti . Una soluzione ideale con una buona visibilità, gran traffico”.

Poi Gianfranco parla del padre e dello zio: «Il babbo Vivaldo era più meccanico, mentre lo zio Benedetto era più bravo come venditore. E la collaborazione era perfetta». Gianfranco ogni tanto intermezza il racconto, che fa con precisione, inserendo aneddoti allegri ma densi di significato, per spiegare le capacità e l’ingegno del padre: «Una volta per esempio aveva trovato un operaio che si lamentava perchè mancava un pezzo di ricambio per la riparazione ed era fermo e Vivaldo subito: se il pezzo non c’è, si fa! Lo facciamo noi con le nostre macchine e a mano! Era instancabile, in periodi di magra per l’officina faceva anche viaggi col camion. Per fare un esempio: ha portato lui tutte le pietre che servivano per fare il muro intorno allo Stadio. Il periodo in Sardegna poi è stato decisivo, babbo e zio avevano fatto amicizia e conosciuto il sindaco di Olbia, che guarda caso si chiamava Nanni e che li stimolava a mettersi in proprio. Un’amicizia che dura tuttora con scambi e visite fra i figli». Quindi Gianfranco, sempre seguito con attenzione dai cognati Fabrizio e Maurizio che al momento non erano ancora in famiglia, continua a metterci al corrente dei “segreti”: «Nella sede di viale Roma la F.lli Nani aveva raggiunto una decina di dipendenti - racconta - e siamo arrivati a quindici e con sincerità possiamo dire di aver formato molti tecnici, operai specializzati nella meccanica e nella carrozzeria, alcuni sono rimasti con noi fino alla pensione, altri si sono messi in proprio e siamo rimasti sempre in buoni rapporti». Poi inizia il turno di Patrizio e lui ci porta a conoscenza di aspetti amministrativi: «Non abbiamo mai ridotto il personale anche quando sono capitati periodi di crisi - dice con orgoglio - e abbiamo cercato di superarli rimboccandoci le maniche e facendo sacrifici, aumentando l’attenzione sulla gestione, mantenendo la professionalità. Certo la crisi di questi ultimi anni è stata tremenda, c’è stato un forte calo del mercato e del marchio che però ora si sta riprendendo con l’uscita dei nuovi modelli, molto graditi alla clientela, il riferimento in particolare è alla nuova C3 il cui nuovissimo motore è stato riconosciuto come il migliore al mondo per il 2016 ed ha bassi consumi, 22-23 chilometri con un litro di benzina. E le richieste già si vedono».

«Poi - interviene Maurizio - ci sono i nuovi veicoli commerciali ed i furgoni, adesso sono più competitivi, sia come prezzo che come qualità». Infine a Fabrizio e Maurizio chiediamo come sia avvenuto il passaggio da Peugeot a Citroen: «Eravamo arrivati alla Peugeot per caso, grazie anche alle conoscenze del parroco di Antona (la famiglia Nani è originaria del paese) che aveva contatti con l’azienda, poi nel 1986 siamo passati alla Citroen, passaggio indolore perché i marchi facevano parte dello stesso gruppo, ma Citroen ci è apparsa più adatta a noi. Una società che ci tiene molto in considerazione. Ci aggiornano in continuazione, ci invitano ogni anno a riunioni molto interessanti, visite delle fabbriche, insomma ci coinvolgono molto, ci fanno sentire della famiglia».

Ma la dinastia è destinata a continuare, le tre famiglie hanno un maschio ed una femmina a testa (MarcoMirko, Cinzia, Davide, Priscilla, Luca e Alessia) e dunque anche il futuro è assicurato.

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