Il Tirreno

I partigiani accusano i Comuni «Non valorizzano la Resistenza»

di Marco Landini
I partigiani accusano i Comuni «Non valorizzano la Resistenza»

L’Anpi: l’amministrazione di Casola si è rifiutata di intitolare l’aula di una scuola agli antifascisti E Fivizzano non ha permesso che si consegnasse una targa. «Manca la memoria storica»

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FIVIZZANO. «I Comuni di Fivizzano e Casola non valorizzano la resistenza”. A sostenerlo con una nota è le sezioni territoriali dell’Anpi (l’associazione nazionale partigiani d’Italia)che a sostegno della propria denuncia scrivono: «il ricordo e la ricerca della verità devono andare di pari passo, per creare una memoria concepita come una battaglia culturale, contro vecchi e nuovi fascismi: questa è la via maestra per creare un antifascismo vivo che prenda linfa vitale dal passato come dal presente. Questo approccio è vivo in tutte le amministrazioni comunali della zona di Massa e Carrara, presso le quali sono state intitolate strade, piazze, luoghi pubblici ai martiri partigiani, e sono stati concessi alle Sezioni Anpi locali, sedi, e spazi pubblici in cui discutere, organizzare mostre, incontri e dibattiti».

E qui la presa di posizione: «come Sezione Anpi di Casola-Fivizzano, ci duole constatare come un tale virtuoso atteggiamento venga a mancare nelle amministrazioni comunali di Fivizzano e Casola, dove, malgrado l’altissimo numero di partigiani uccisi, non sono presenti né strade, né piazze, né luoghi pubblici intitolati ai martiri della libertà, né sono mai state fatte significative manifestazioni partigiane».

E in particolare si cita che «al contrario, recentemente ci è stata rifiutata dal Comune di Casola l’intitolazione di un’aula delle scuole medie a Domenico Azzari, capo partigiano della III Brigata “La Spezia”, nonostante il parere favorevole espresso ufficialmente dal Consiglio d’istituto competente. Allo stesso modo, la nostra sezione si è vista negare categoricamente, l’opportunità di consegnare all’interno della sala consiliare del Comune di Fivizzano, una targa premio ad un partigiano del gruppo Vendicatori Santerenzini».

E commentano: «la nostra sezione non può più accettare questo atteggiamento ed è pronta a dar battaglia perché le venga riconosciuto il diritto, che dovrebbe piuttosto essere un dovere per tutte le istituzioni repubblicane, di ricordare i nostri partigiani, martiri della libertà. L’Anpi non è un’associazione a scopo di lucro, non vuole denaro né favori, ma esige da quelle che si dichiarano istituzioni antifasciste, una sensibilità adeguata al contributo di sangue versato dalle brigate partigiane nei propri territori. Seguendo questi principi, abbiamo chiesto al Comune di Casola, nella persona del sindaco Riccardo Ballerini, che si attivi per far intitolare la caserma dei carabinieri al partigiano della III Brigata La Spezia, Luigi Cardellini, tenente dei carabinieri, fucilato nei dintorni del capoluogo l’11 dicembre 1944».

«Chiediamo l’intitolazione di una piazza senza nome della frazione di Vigneta, a Giovanni Crespiani, anch’egli partigiano sulle nostre montagne, torturato e poi ucciso dai militi del 21esimo Reggimento, a La Spezia».

E al Comune di Fivizzano chiedono che «la strada sterrata che da Mommio conduce a Massicciano, venga intitolata alla III° Brigata La Spezia e che l’amministrazione si attivi affinché la caserma dei carabinieri di Fivizzano venga intitolata al carabiniere Ivo Menini, partigiano ucciso il 4 maggio 1944».

L’Anpi chiede perché venga recepita un’idea già di Celso Battaglia, testimone dell’eccidio di Vinca: il gemellaggio tra Fivizzano e la cittadina francese di Oradoure sur Glane, dove il 10 giugno 1944 vennero uccise per rappresaglia, 645 persone, dalla II Divisione Corazzata S.S. Das Reich.

Infine l’associazione dei partigiani vuole ricordare alle amministrazioni comunali di Casola e Fivizzano che lo statuto delle loro istituzioni «nasce e si sostanzia, nell’antifascismo: dovrebbe perciò partire innanzitutto dalle amministrazioni locali un esempio concreto per la valorizzazione e tutela della memoria della Guerra di Liberazione. Solo in questo modo i nostri martiri partigiani, potranno sentire un po’ più lieve la terra sopra di loro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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