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Bimbi in piazza per distruggere le armi giocattolo
La tradizionale festa dell’Epifania a Quercia. Il parroco: educhiamo i bambini alla pace
QUERCIA. «Giù colpi di martello contro le armi giocattolo! Perchè siamo noi la speranza in un mondo migliore!».
Sono stati i bambini a dettare le regole giovedì sera a Quercia di Aulla, in un momento in cui il mondo sembra affondare sotto il peso del terrorismo più violento e fanatico. Fortunatamente, però, c’è chi ha provato, per il secondo anno, a opporsi a questa spirale ed è il parroco di Quercia, Don Roberto Turini, storico promotore della Pro Loco “La quercia doro”, che ha organizzato, per il 28esimo anno, la kermesse “La Befana a Quercia”, incentrata su quella che era la calza più lunga del mondo, che scende per ben 25 metri dal campanile della chiesa del borgo di Quercia, entrata anche nel guiness dei primati per la sua lunghezza.
Infatti, Don Roberto ha invitato i bambini a portare giovedì sera le loro armi giocattolo sotto la grande calza, con l'auspicio di un disarmo globale, un segnale forte dedicato ai signori della guerra che è stato lanciato dai più piccoli, i quali hanno distrutto fucili e pistole di plastica a martellate. E i bambini non si sono tirati indietro ed hanno risposto numerosi all’appello di don Turini. Un rito giocoso e pieno di speranza, quello della distruzione delle armi giocattolo, che si è svolto di fronte alla chiesa di Quercia, dopo la fiaccolata per la pace nel mondo. «Vogliamo lanciare un messaggio di pace - ha detto don Roberto dall’altare della chiesa di Quercia - perché la guerra è una triste realtà, come, del resto, gli attentati scoppiati ovunque negli ultimi mesi. Anche noi vogliamo fare la nostra parte, siamo contro tutti i mali del mondo e vogliamo prendere le parti dei bambini, i primi a subire le conseguenze delle guerre, quindi a soffrire».
Prima di queste parole del loro parroco, sono stati i più piccoli a portare in processione per le vie del paese, con le fiaccole accese, la statua del Gesù Bambino di Praga. E, infine, di fronte alla chiesa hanno fatto a pezzi le armi giocattolo, con grande divertimento.
«Anche Papa Francesco - ha concluso don Roberto - nelle sue riflessioni ha parlato delle persone che operano per la guerra. È ingiustificabile incentivare la produzione di armi e noi, per il secondo anno, abbiamo voluto dire no. I bimbi devono giocare, ma gli adulti devono fermarsi, fermare la produzione atroce di strumenti di morte e violenza. Noi preghiamo affinché la pace sia, finalmente, in tutto il mondo». La solennità dell'Epifania, poi, è continuata, a Quercia, ieri con la Santa Messa delle ore 11 e la grande festa dalle ore 14,30, con l’arrivo dei Re Magi, la casa della Befana e le esibizioni del gruppo storico “La luna nell’aia”.
A suggello della “due giorni” di kermesse, nel cielo di Quercia si sono alzati centinaia di palloncini con i messaggi di pace e le preghiere dei bambini lunigianesi.
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