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Raccolta di firme contro lo Swamp
I residenti esasperati: musica troppo alta, degrado e atti vandalici
CARRARA. Una petizione pubblica, con la raccolta di centinaia di firme per dire basta alle notti dello Swamp. Si riaccendono i riflettori sui problemi di convivenza in via del Bravo tra i residenti e il locale di musica dal vivo che si è trasferito dalla zona industriale di Massa a Nazzano, togliendo il sonno - dicono ormai da mesi nella zona - a chi via abita accanto.
Ecco quindi che, proprio durante le feste di Natale è partita una petizione con tutta una serie di firme. «Tutto questo testimonia il degrado cui veniamo sottoposti ogni fine settimana, ormai succubi di soggetti che nel cuore della notte, oltre che ad arrecare disturbo con autoradio a tutto volume e schiamazzi, si rendono protagonisti con atteggiamenti tutt'altro che civici - dicono esasperati i residenti di via del Braco - Ci sono persone che defecano e urinano su marciapiedi e parcheggi, e non mancano atti vandalici nei confronti di vetture e private proprietà. Il tutto nella libertà più totale, dal momento che, anche i controlli delle forze dell'ordine, non sono tra i più tempestivi, ne tantomeno incisivi».
«Dal mese di ottobre, in concomitanza co9n l’apertura del circolo Acsi Swamp - scrivono i nazzanesi nella petizione - la cittadinanza continua a denunciare i disagi che vanno perpetrandosi da ormai troppe notti. Ogni fine settimana degrado, maleducazione, schiamazzi e una condotta ai limiti dell’igiene. Non è raro costatare tale inciviltà vedendo scambiare aree e parcheggi per latrine e discariche a cielo aperto, senza dimenticare l’alto volume delle autoradio, gli atti vandalici e la più totale assenza di senso civico».
«A seguito dell’ennesima nottata trascorsa in balia dei disagi già ampiamente denunciati, nonchè evidenziati dalle innumerevoli telefonate notturne a Caserme e Questure, facciamo seguito a una raccolta di firme, auspicando una concreta presa di posizione, nonchè una tangibile risposta a una problematica che ormai va trascinandosi da troppo tempo, esasperandone l’esistenza di chi via abita accanto».
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