Il presidio
Ultimi giorni di “Amore sacro amore profano”
MASSA. Donne giovani e attraenti, adagiate su morbide poltrone o in piedi, nude o abbigliate di minigonne e abiti succinti, con una sensualità garbata ed elegante, mai banale. Sono 21 le statue in...
MASSA. Donne giovani e attraenti, adagiate su morbide poltrone o in piedi, nude o abbigliate di minigonne e abiti succinti, con una sensualità garbata ed elegante, mai banale. Sono 21 le statue in terracotta, alcune quasi in grandezza naturale, della mostra “Amore sacro amore profano” di Marco Cornini che rimarrà aperta al pubblico nel Palazzo Ducale nella Sala degli Specchi e nel Salone degli Svizzeri – ingresso libero -, fino a domenica 8 gennaio.
Un evento espositivo, che ha già riscosso un notevole successo di visitatori, dedicato al mondo femminile e che rappresenta una sintesi degli ultimi 10 anni di attività di questo sculture di grande talento e controcorrente che vive e lavora a Milano realizzando le sue opere in un’antica fornace alla periferia della città. Si tratta della terza mostra del ciclo “Oltre l’immagine” organizzato dall’Associazione Quattro Coronati in collaborazione con il Comune che punta a fare del Palazzo Ducale un centro espositivo legato all’arte contemporanea proponendo artisti di fama internazionale che si distinguono per la loro originalità espressiva. Marco Cornini si può considerare a pieno titolo uno di questi. «I suoi modelli femminili sono perdenti perché straordinariamente vincenti – spiega a sua volta il curatore Mauro Daniele Lucchesi -, i volti “duri” delle protagoniste non promettono un futuro aldilà della durata del loro aspetto. Le modelle sono bellissime ma questo non basta».
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