Il Tirreno

Insultò professore, nessun risarcimento

Il preside aveva dato dell’incompetente al docente. Condannato nel penale, per il civile nessun danno

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MASSA. In sede penale il processo è terminato piuttosto rapidamente, tre o quattro udienze dal giudice di pace, un paio in in appello e poi la cassazione: in meno di tre anni è arrivata la sentenza definitiva. Di condanna per l’imputato con tanto di obbligo risarcitorio per la persona offesa. In sede civile il giudice di primo grado ha detto no al risarcimento, che il collega del penale aveva accordato rimandando alla sede civile per la quantificazione del danno, spiegando che non era possibile accertare l’effettivo disagio subito. Il legale della parte civile, l’avvocato Umberto Zangani, ha impugnato la sentenza e il 21 febbraio un secondo magistrato dirà l’ultima parola sulla vicenda.

Il caso tra l’altro è piuttosto conosciuto in città perché coinvolgeva il professor Luigi Bianchi, allora preside del liceo Rossi di Massa. Il dirigente scolastico era stato condannato dal giudice di pace prima e in tribunale a Massa poi (con la conferma della cassazione) per un episodio accaduto l'11 marzo del 2006. Quando Bianchi era dirigente scolastico dell'istituto per geometri Giuseppe Toniolo, sempre a Massa, aveva dato dell’incompetente a un professore. La vittima delle offese era il professor Paolo Bernieri, insegnante di chimica. La pena era stata di 400 euro, con rimando a una quantificazione del danno in sede civile. Secondo la denuncia il preside era entrato nella classe di Bernieri - la seconda A geometri - e lo aveva insultato dandogli «dell'incompetente e dell'incapace di tenere la classe». Da qui l’esposto del professore con successiva udienza di fronte al giudice di pace, testimoni tre studenti che avevano confermato le parole dette da Bianchi. Nel corso dell'udienza davanti al giudice di pace il preside Bianchi si era difeso ripercorrendo i momenti di quella mattina incriminata. «Non era la prima volta che entravo in una classe dove insegnava il professor Bernieri per riportare la calma. Anche quella mattina entrai in classe, accompagnato da una bidella, richiamato dalla confusione che regnava in quella aula. Una volta aperta la porta ho visto ragazzi appoggiati alla finestra che disturbavano i passanti. Ne ho visto altri due che non ho capito bene cosa facessero alla cattedra. Così ho dovuto richiamare gli studenti all'ordine». In sede di processo tre studenti avevano detto di avere sentito quelle parole offensive verso Bernieri. Ma la risposta del preside era stata pesante: «In sede di processo ci sono state le testimonianze di tre studenti, ma nel corso dell'indagine la polizia ha sentito tutti i ragazzi della classe. Che fra il primo e il secondo quadrimestre hanno fatto un salto notevole nelle materia del professor Bernieri. Erano tutti sotto la sufficienza, ma arrivati a giugno sono riusciti ad essere tutti promossi». In sede penale non gli hanno dato ragione, il civile però per ora sta col preside.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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