Il Tirreno

Ditta Costa, tutto fermo Ora lo stop arriva da Gaia

di Manuela D’Angelo
Ditta Costa, tutto fermo Ora lo stop arriva da Gaia

La provincia ha firmato le autorizzazioni, ma manca l’allaccio alle fognature Cassa integrazione scaduta a dicembre. Figaia (Cisl): «Volpi non ci aiuta»

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ALBIANO MAGRA. Decisi a non far calare l'attenzione sulla loro vertenza, i lavoratori della ditta di rifiuti Costa Mauro sono tornati in piazza, a distanza di pochi giorni dall'ultima manifestazione, con il loro camion per la raccolta stradale, i cartelli, i tamburi. Gridano: «Vogliamo lavoro», ma anche «Vogliamo rifiuti», quelli persi a causa del blocco delle lavorazioni in tutto lo stabilimento di Albiano Magra.

«Abbiamo perso clienti- dice Luca Mannini della Fit Cisl Massa Carrara Toscana nord- e non abbiamo potuto partecipare a numerosi bandi; inoltre da questa estate abbiamo dovuto rinunciare a dieci lavoratori interinali e un cavillo tecnico sta bloccando il rinnovo della cassa integrazione». Manca l'ok di Gaia. Un disastro senza fine per la ditta Costa, chiusa dal 31 luglio scorso, giorno dell'ultimo incendio avvenuto al capannone A, dove si lavorava carta e plastica.

La Provincia di Massa Carrara ha firmato la scorsa settimana le autorizzazioni alla riapertura dell'impianto, ma con alcune prescrizioni che ancora bloccano l'iter della ripresa della lavorazione dei rifiuti. Questa volta, spiega la Cisl, le prescrizioni riguardano il gestore idrico Gaia, a cui la Provincia ha passato la patata bollente. D'altro canto, anche il neo presidente Gianni Lorenzetti lo aveva ribadito: «Se non è tutto in regola noi non possiamo farci nulla», aveva detto a pochi giorni dal suo insediamento a Palazzo Ducale, con la ditta Costa che gli manifestava sotto il naso, infuriata. Secondo la Provincia mancherebbe l'autorizzazione di Gaia perché l'allaccio alle fognature dell'impianto non è completo. Ma lavoratori e sindacato non ci credono: «Il buon vecchio giochetto per far ritardare ulteriormente la ripresa dell'attività lavorativa» commenta sempre Mannini.

Reddito zero. I lavoratori hanno manifestato in pieno centro, in corteo, nonostante il mercato settimanale, chiedendo di fare in fretta, perché la loro cassa integrazione è terminata il 31 dicembre e poiché, secondo un accordo quadro regionale, i rinnovi di tre mesi avrebbero dovuto essere chiesti entro il lo stesso 31 dicembre, data in cui loro usufruivano ancora dell'ammortizzatore sociale, quelli della Costa sono rimasti fuori dall'accordo. Il 10 gennaio durante un incontro a Firenze con Simoncini, la Regione cercherà di risolvere questo impiccio.

Stoccata a Volpi. Il segretario provinciale della Cisl Toscana nord Andrea Figaia, mentre accompagna i lavoratori nell'ennesima manifestazione, non si capacita del silenzio dimostrato dalla politica locale: «Perché per questi lavoratori non scende in campo nessuno? Forse perché i rifiuti puzzano? Non ho mai visto in questi mesi alcun onorevole, consigliere regionale, sindaco pronto a stracciarsi la fascia tricolore per loro. Chiesi aiuto, questa estate, al sindaco di Massa Alessandro Volpi, chiamandolo in causa come sindaco del comune capoluogo; d'altra parte per i lavoratori della Jeppesen, quasi tutti di Carrara, si era speso in prima persona. Mi disse- continua Figaia- che non era sua competenza e che non poteva farci nulla e si rifiutò di chiedere, da sindaco, la convocazione di un tavolo provinciale, su un problema, quello dei rifiuti, che riguardava anche il suo territorio. Credo che se fosse stato Zubbani al suo posto si sarebbe comportato diversamente»

Nuove proteste. I lavoratori ieri mattina hanno distribuito alla gente i calendari 2017 con le foto della loro battaglia; promettono ancora nuove manifestazioni, fino a quando non si scioglieranno le prescrizioni dettate dalla Provincia; annunciano anche nuove forme di lotta, occupazioni, gesti eclatanti, non più soltanto pacifici cortei stradali.

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