Il Tirreno

Pontremoli, in primavera il referendum per uscire da Gaia

di Riccardo Sordi
Pontremoli, in primavera il referendum per uscire da Gaia

Il vicesindaco Manuel Buttini: «Non siamo riusciti a farlo coincidere con l’appuntamento di dicembre ma ci sembra giusto sentire il parere dei cittadini e dare così un segnale politico forte»

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PONTREMOLI. Gaia si o no? I pontremolesi saranno chiamati a dare il loro giudizio sul gestore del servizio idrico entro la prossima primavera con una consultazione popolare. Lo assicura il vicesindaco Manuel Buttini che conferma così la promessa che la sindaca Lucia Baracchini aveva fatto in campagna elettorale. Un impegno che in realtà aveva previsto che questa consultazione doveva essere in concomitanza con il referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre ma che resta in piedi anche se con tempistiche diverse rispetto a quelle preannunciate. «Per un problema di tempistica non siamo riusciti a far coincidere le due votazioni - spiega il vicesindaco - comunque abbiamo già iscritto a bilancio il costo per l'allestimento dei seggi». Quindi prima della "stagione dei fiori" Pontremoli dovrebbe dare un suo parere, puramente consultivo quindi in alcun modo vincolante, ma che può rappresentare una leva politica importante per l'amministrazione per intraprendere un'azione decisa per uscire da Gaia. E del resto, e Buttini non lo nasconde di certo, l'obiettivo è palesemente questo, utilizzare il voto popolare per agevolare l'uscita da quello che, è stata da sempre definito come carrozzone dalle amministrazioni di centrodestra pontremolesi (coro a cui ultimamente si sono aggiunti anche le opposizioni). Un voto che d'altronde appare scontato (unico spunto di interesse sarà il valutare la partecipazione della cittadinanza) e che l'amministrazione vuole utilizzare «per dare un segnale politico forte e spingere chi ci ascolta a dare delle risposte», sottolinea Buttini.

E per dare ancora più forza a questo voto si sta studiando, con i comuni limitrofi e non solo, di realizzare assieme questa consultazione mentre l'amministrazione, visto anche il cambio del quadro amministrativo di riferimento, sta studiando gli eventuali percorsi giuridici per l'uscita da Gaia. Gestore idrico in cui Pontremoli è entrato per ultimo in Provincia, ovvero nel luglio 2013 quando, la passata amministrazione Baracchini accettò (obtorto collo) l'ingresso del gestore idrico in sostituzione di Azga Nord, società mista pubblico-privata che aveva gestito gli acquedotti pontremolesi dalla metà degli anni '80 ed era fallita sotto il peso di 1,2 milioni di euro di debiti.

Da allora il servizio idrico è stato al centro di polemiche soprattutto per i costi, sempre in lievitazione, in bolletta. Tanto che nel febbraio 2015 venne convocato un consiglio comunale aperto ad hoc, con la presenza del direttore di Gaia, Paolo Peruzzi, per avere chiarimenti sugli aumenti nelle bollette da quando la scoietà era subentrata nella gestione degli acquedotti ad Azga Nord. Tante rassicurazioni ma poi, sulle bollette, pochi risultati tangibili. Dalle opposizioni, intanto, arrivano freddi apprezzamenti per il referendum consultivo. «Sentire il parere della popolazione è sempre utile - sottolinea il capogruppo di Open Pontremoli Francesco Mazzoni - e noi siamo favorevoli ad un percorso di uscita da Gaia. Ma l'amministrazione deve sapere quale strada percorrere poi per dare sostanza al voto dei cittadini. Bisogna essere capaci di passare dalle parole ai fatti». Umberto Battaglia de L'Altra Pontremoli centra il suo ragionamento sul concetto dell'acqua come bene comune «come sancito dal voto degli italiani con il referendum» e non si appassiona troppo alla consultazione. «Si potrebbe ipotizzare una gestione autonoma come sta facendo Zeri (unico comune in Provincia che ha la gestione diretta delle proprie risorse idriche) - dice - ma bisogna essere sicuri che poi non arrivino sulla testa dei cittadini i debiti pregressi di Azga Nord».

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