Il Tirreno

La protesta

Il Comitato di Soliera «Ma come, Fivizano con una zeta sola...»

Il Comitato di Soliera «Ma come, Fivizano con una zeta sola...»

FIVIZZANO. Il Comitato Vivere Soliera Apuana con una lettera aperta si rivolge alla Befana; «Cara Befana, ti scriviamo perché a noi piacciono le vecchie streghe sgangherate e dal buon cuore....

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FIVIZZANO. Il Comitato Vivere Soliera Apuana con una lettera aperta si rivolge alla Befana; «Cara Befana, ti scriviamo perché a noi piacciono le vecchie streghe sgangherate e dal buon cuore. Innanzitutto per darti una notizia che fa acqua da tutte le parti: la regione Toscana, cui noi apparteniamo solo in termini amministrativi, ha stampato (e te lo inviamo in fotocopia) un documento ufficiale, in cui il nostro Comune risulta chiamarsi “Fivizano” e non Fivizzano con due z, eppure le doppie sono ben calcate dall’idioma toscano, giustamente e luminosamente calcate per la gioia dell’Accadèmia della Crusca. Ma, nel nostro caso, il raddoppio di una consonante costava troppa fatica… o troppa ignoranza. Sì, perché una regione che non conosce i nominali dei propri Comuni e li corrompe non scrivendoli correttamente, è fatto grave. Sotto il profilo ètico della politica e della sua amministrazione tali documenti ufficiali costituiscono un deterrente per la regione Toscana stessa. E noi siamo certi che la… chiamiamola disattenzione dipenda - aggiungono - da una scarsa e generalizzata attenzione verso un territorio, la storica Lunigiana, di cui s’ignora tutto, a cominciare dai suoi nominali. Giorni fa, e all’Accadèmia lunigianese di Scienze Giovanni Capellini di La Spèzia e a Pontrèmoli, abbiamo ascoltato la presentazione di un bellissimo libro dal titolo “Le 7 meraviglie della Lunigiana”, un libro che consigliamo vivamente e al presidente della regione Toscana (il quale ogni tre per due veniva ad Aulla, chiamato dalla sindaca, per fortuna, defenestrata) e a tutta la sua Giunta, a cominciare dal giovane renziano appena eletto in regione. Si tratta di una realtà geografica, storica, culturale, idiomatica a sé, quella lunigianese, un territorio obbligato ( e dunque denso d’insediamenti, come quelli cèltici con tutta probabilità) per le Genti del Nord, che dovevano attraversarlo e dunque timbrarlo con le loro culture. La Lunigiana -da Luni, porto romano in Liguria, appartenente al Comune di Ortonovo, che casserà il proprio nominale per indossare quello di Luni- terra affascinante e mistèrica è una regione a sé, una regione del Nord. Che, poi, i cosiddetti padri fondatori fossero distratti nel momento dell’attribuzione (non vogliamo dire spartizione, perché sa di appetiti non mèglio chiariti) o, peggio, non fregasse loro un accidente delle Genti di costì, dei loro usi e costumi, ritualità, idiomi, propensioni forgiate da una geografia difficile e predata dalla varietà, è sotto gli occhi di tutti. Sì, cara Befana, sempre nella Lunigiana storica ci troviamo. Dunque, cara Befana, siccome avrai il tuo da fare coi bimbi del globalismo, - noi ti chiediamo di portare i tuoi doni più belli a quei bambini che non conoscono il gioco, perché hanno fame- non vogliamo portarti via altro tempo e ti chiediamo il dono di una umile calza che proclami la Lunigiana un territorio a sé, con l’elènco delle straordinarie potenzialità culturali ed economiche che ciò comporta», conclude il comitato.

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