Il Tirreno

Bocciata la mozione per rimuovere Volpi Maggioranza spaccata

di Cinzia Chiappini
Bocciata la mozione per rimuovere Volpi Maggioranza spaccata

Il Pd si astiene (ma non Boggi), anche l’opposizione divisa: decisiva l’uscita dall’aula di Laquidara. Dimissioni congelate

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CARRARA. Il lungo dibattito in consiglio comunale sulla strenna natalizia con il marchio delle videolottery donata dall'amministratore unico di Apuafarma Fabrizio Volpi ai suoi dipendenti ha scaldato gli animi di cittadini e politici. Una nutrita delegazione di lavoratori si è schierata con il dirigente, la maggioranza si è spaccata e Volpi si è salvato grazie all'uscita dall'aula di Lanmarco Laquidara e al voto favorevole del sindaco Angelo Zubbani. «Volpi ha lavorato bene, non è giusto metterlo in discussione per una cavolata di questo genere»: è stato un messaggio conciso ma netto quello che una delegazione di dipendenti di Apuafarma ha lanciato al consiglio in apertura di seduta, in merito alla delicata vicenda della strenna natalizia donata ai lavoratori dall'amministratore unico Fabrizio Volpi. Com'è noto tra i regali anche lo spumante marchiato Terry Bell, la società di videolottery di cui Volpi è manager. Il gesto è stato condannato da più parti, incluso il Pd, partito di appartenenza del numero uno di Apuafarma, con il segretario Raffaelle Parrini pronto a definirlo “un grave scivolone”. Ma i democratici non si sono limitati a una mera strigliata e hanno dato seguito alla reprimenda del segretario astenendosi sulla richiesta di rimozione di Volpi, presentata dal Movimento 5 Stelle: la notizia, trapelata nelle ore precedenti la seduta, ha spinto l'amministratore unico a consegnare le dimissioni al sindaco Zubbani, con un gesto per ora rimasto “congelato”. Ma andiamo con ordine. Il consiglio comunale si è aperto con l'intervento dei dipendenti a cui ha fatto seguito quello di Federico Bonni (M5S): il consigliere grillino ha ricordato gli impegni presi dell'assise contro la ludopatia, è tornato sull'inopportunità di aver nominato alla guida di un'azienda partecipata un manager che opera nel settore del gioco e ha sollevato la questione del conflitto di interessi per il numero uno di Apuafarma. Il caso ha spaccato i consueti schieramenti politici: per la maggioranza, Fabrizio Giromella (Sel-Sorridi Carrara), Enrico Isoppi (Pri) e Leonardo Buselli (Psi) hanno preso le difese di Volpi. Il socialista Roberto Conserva ha preso le distanze dalla linea del capogruppo Buselli, e si è astenuto. A rincarare la dose è arrivato il Pd, di cui Volpi è un importante esponente: «Il Pd si astiene per ragioni etiche e politiche» ha dichiarato la capogruppo Roberta Crudeli. Lucio Boggi non ha seguito i compagni di parito. Alla fine, decisivi gli ultimi due interventi. Quello di Lanmarco Laquidara che dichiarando la propria indisponibilità a prendere posizioni su quelle che lui stesso ha definito «mozioni di carattere personale» ha lasciato l'aula. E quello di Angelo Zubbani che pur definendo il gesto di Volpi «sbagliato» ha spiegato che in questa fase, «Apuafarma non può permettersi di trascorrere nemmeno un'ora senza governance», annunciando il suo voto contro il documento grillino. La votazione si è conclusa con 7 voti a favore della rimozione di Fabrizio Volpi (Bonni, Martinelli, De Pasquale, Scattina, Menconi, Bienaimè e Musetti), 7 contrari (Isoppi, Giromella, Buselli, Iardella, Tonarelli, Boggi e Zubbani) e 6 astenuti (Conserva, Crudeli, Corsi, Poletti, Bergitto, Ragoni) più l'uscita dall'aula di Laquidara. Le dimissioni rassegnate al sindaco di Volpi non saranno ritirate ma “congelate” in attesa di un chiarimento con il Pd.

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