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Quartiere Matteotti un pezzo di Aulla che sarà demolito
Le case popolari dello storico rione scompariranno per fare posto al maxi argine. Ma i tempi sono lunghi
AULLA. C'è un pezzo di Aulla destinato a scomparire, anche se non si sa ancora quando. È la parte di quartiere Matteotti che si affaccia sul torrente Aulella, che non ci sarà più, ad eccezione del palazzo accanto al ponte, e sarà sostituita da un nuovo argine che garantirà la necessaria sicurezza idraulica. O meglio, all'oggi si sa soltanto che entro la fine del prossimo anno sarà approvato il progetto preliminare, come spiega il commissario regionale Antonio Cinelli. Parliamo della porta di ingresso all'abitato di Aulla da sud, dove si stagliano, nella loro vetustà e recente squallore di dimore abbandonate a loro stesse, le bianche case popolari che pare stiano per crollare da un momento all'altro, dove non vive più nessuno da tempo, dove i portoni d'ingresso sono stati sbarrati per evitare che qualcuno possa entrarvi per dormire.
Insomma, tutta la striscia di case e attività che si affacciano sul torrente Aulella a quartiere Matteotti verrà demolita dalla Regione Toscana, perché l'alluvione del 25 ottobre 2011 non ha infierito soltanto su viale Lunigiana e su via Resistenza, con il fiume Magra che si portava via due vite umane, Enrica Pavoletti e Claudio Pozzi, che attendono ancora giustizia nelle aule dei tribunali, ma ha fatto parecchi danni anche a quartiere Matteotti, con i numerosi abitanti delle case popolari che hanno subito i disagi maggiori.
Al posto delle case popolari, come accennato, sorgerà un muro d'argine che costerà 6 milioni di euro ed avrà un'altezza di un metro e 20 centimetri dal marciapiede, in modo da consentire un minimo di affaccio sulla confluenza con il fiume Magra. E se c'è un pezzo di Aulla destinato a scomparire, dovrebbe esserci un pezzo di Aulla realizzato ex novo nelle aree ferroviarie dismesse della ferrovia Pontremolese, proprio dove ora si trovano i tristi container bianchi e blu che ospitano scuole elementari e medie, lo stesso luogo in cui dovrebbero trovare posto le case popolari che saranno abbattute a quartiere Matteotti. Ma il condizionale è d'obbligo. Delle 50 famiglie che vivevano nelle case popolari di quartiere Matteotti, ne sono rimaste soltanto 15 ad avere diritto ad una nuova casa popolare. Parecchi di loro erano anziani e non ci sono più, altri si sono sistemati in maniera definitiva in altre dimore, mentre i 15 nuclei familiari rimanenti godono ancora dei contributi per l'autonoma sistemazione erogati dalla Regione.
Ricordiamo che pochi giorni dopo l'alluvione del 25 ottobre 2011 le 50 famiglie di quartiere Matteotti furono sfollate dalle loro case a seguito di una ordinanza di sgombero per inagibilità. Le scene di disperazione non mancarono: infatti, nonostante l'evidente inadeguatezza degli alloggi, gli anziani in particolare proprio non ne volevano sapere di abbandonare case vecchie e ormai fatiscenti, ma dove erano pur sempre custoditi la loro vita, i loro ricordi, i loro affetti.
Gianluca Uberti
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