Il Tirreno

INCIDENTE DEL TIR A CREMONA: il conducente era di massa

Morì nel rogo, a giudizio l’azienda

Morì nel rogo, a giudizio l’azienda

Guidava da tre giorni, camion a fuoco: nell’impatto altre due vittime

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MASSA. Guidava da tre giorni consecutivi Alfredo Fioravanti, il camionista che nel primo pomeriggio del 22 luglio del 2015, probabilmente per un colpo di sonno, causò un incidente sull'autostrada A21, in prossimità del casello di Cremona Nord (direzione Brescia), nel quale persero la vita due donne che erano a bordo di un'auto e lo stesso camionista, di 50 anni, di Massa, imprigionato nel rogo dell'autobotte.

Una costatazione ha reso possibile proseguire l’indagine non limitandosi alle eventuali responsabilità del conducente: il mezzo aveva il cronotachigrafo alterato.

Da anni Fioravanti lavorava come autotrasportatore, una vita sui mezzi pesanti, e chilometri di autostrada macinati. In quei giorni Alfredo Fioravanti si apprestava a fare un altro viaggio, il trasporto di un carico di carbonato per le cartiere, partendo dalla ditta di Sarzana per la quale lavorava. L'ennesimo viaggio, pensando al lavoro e alla famiglia, alla moglie Barbara che lo attendeva a casa assieme ai due figli, di 22 anni e 17 anni. Nell’incidente rimasero coinvolte la sua autobotte, un altro camion, un'autocisterna e due autovetture.

Il mezzo di Fioravanti a causa dell’impatto s’incendiò e nonostante l’arrivo sul posto di ambulanze e vigili del fuoco nè per l’autista nè per le altre due vittime ci fu nulla da fare in quell’inferno di fiamme e rottami.

Con l'accusa di omicidio colposo plurimo, il pm del tribunale di Cremona Ignazio Francesco Abbadessa ha chiesto il rinvio a giudizio di Federico Bologna, legale rappresentante della Sts srl (Società di trasporti e logistica) di Sarzana e della società stessa, accusata di avere violato l'obbligo di tutela del lavoratore.

Il fenomeno dell'alterazione dei cronotachigrafi, sia analogici che digitali, è in crescita. Di «incremento pauroso» ha parlato il comandante della polizia stradale di Cremona, Federica Deledda.

Lo confermano i dati: dalle 70 contestazioni del 2015 si è passati alle 160 del 2016 (+138 per cento). Deledda ha evidenziato la «sensibilità avuta dalla procura, rispetto alla nostra segnalazione, perché non solo è stato chiesto il rinvio a giudizio del datore di lavoro del conducente, ma anche dell'azienda».

«Speriamo - ha aggiunto - che da qui si apra la via per essere ancora più incisivi non soltanto sui singoli, ma anche sulle aziende».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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