Il presidio
«Arrivo, cambio il partito e sogno un acquapark...»
L'intervista a Emanuele Ricciardi: l’imprenditore dell’acciaio annuncia l’ingresso nella segreteria provinciale del Pd e lancia le sue idee. Da una squadra unica fra Carrara e Massa all’alleanza con le imprese
MASSA. Matteo Renzi? «Deve cambiare rotta, ma andare fino in fondo. Ha perso il referendum e io con lui: sono un renziano convinto. Matteo deve ascoltare di più ed essere meno arrogante». Enrico Rossi? «La sua candidatura a segretario del partito deve esser sinergica, non alternativa Renzi». E il Pd locale? «Sta male, grazie. Deve vivere una vita nuova, cambiare passo e classe dirigente».
Emanuele Ricciardi, massese imprenditore di Ecoacciai, colosso della rottamazione dei metalli con sede a Gello, parla di politica. A ruota libera ma non troppo. Da sempre vicino al Pd – a differenza del fratello Alberto, schierato con il centrodestra – Ricciardi annuncia, da adesso, un impegno più assiduo nella politica con il suo ingresso nella segreteria provinciale Dem. E lancia idee dirompenti, da quella di una squadra di calcio unica tra Carrara e Massa a quella di una “Gardaland” alle ex colonie.
Ricciardi, ci sta dicendo che si appresta a scalare il partito?
«Ma no, non voglio scalare nulla. Solo, dare il mio contributo a cambiare il mio Pd, oggi sfilacciato diviso, che non riesce a dialogare con la società, per ridare a questo partito una capacità di fare progetti, di disegnare un futuro. Che è poi l’unico modo per farlo sopravvivere. Voglio fare da cerniera di congiunzione tra parti del partito che oggi fanno fatica a trovarsi. Non a scalarlo».
Intanto, questo suo Pd deve affrontare le elezioni a Carrara, in primavera e appare in difficoltà. Dicono che verrà sconfitto dai 5 Stelle...
«Carrara ha potenzialità straordinarie, un gettito dalla tassazione sul marmo che altre città non hanno. E fa tristezza vederla così in decadenza. Massa è molto più vivace. Carrara può risorgere però. E c’è un modo per farlo: coinvolgere gli imprenditori del marmo nelle scelte sul territorio. Non va bene chiamare gli industriali del marmo a dare un obolo ora per la Carrarese, ora per qualche mostra. No, il mondo del marmo deve diventare il motore del rilancio di Carrara».
In che modo, ha qualche idea?
«Certo che ho idee. Lancio una sfida ai miei amici imprenditori. Ragioniamo su come trasformare i bacini delle cave in un grande teatro, portiamo gli scultori al monte, facciamo vedere al mondo la straordinaria bellezza delle cave... Sono stato alla fiera di Verona. Grande, ma una tristezza. Possiamo batterli, ridare il primato alla Fiera di Carrara. Pensiamo a una mostra diffusa, a una Marble Weeks collegata alla fiera...».
E chi dovrebbe essere a fare questo, quale il candidato sindaco per Carrara?
«Credo che Andrea Vannucci sia il candidato più intelligente, il più strutturato, Certo, dovrà darsi da fare. E comunque non è una persona sola che deve portare avanti questi progetti. Penso al partito come la casa dei sindaci. Dove i livelli cittadini, provinciali, regionali e nazionali lavorino a obiettivi comuni e condivisi».
Comunque, Vannucci o chi per esso dovrà passare per le primarie?
«Le primarie così come sono concepite oggi non vanno bene. Sarebbe come se facessi scegliere il management della mia azienda alla concorrenza. Il partito deve poter valutare chi viene a votare per le candidature, ci si deve registrare, occorre una appartenenza».
Basterà questo a far vincere il Pd?
«No, i Dem devono tornare a progettare il futuro del territorio. Non basta pensare alla poltrona. E i problemi sono comprensoriali. Pensiamo al porto. Oggi c’è Nuovo Pignone, ma fate un salto a Piombino: là stanno realizzando uno scalo apposito per i manufatti di Ge&iOil. E in un domani non lontano la multinazionale potrebbe spostare là il suo business. Intanto, il porto di Carrara rischia di diventare una succursale di quello della Spezia. Tra qualche anno Contship (il maggiore operatore di container con base alla Spezia ndr.) capirà che portare i container nell’area retroportuale di Marina è più vantaggioso che stoccarli a Santo Stefano Magra. E si profilerà un’area piena di Teu. Ecco è a questi scenari che occorre guardare, per dare risposte efficaci per il territorio. Se il Pd sarà capace di dare risposte su questo, non ce ne sarà per i 5 Stelle e per nessun altro».
A Massa, invece, quale dovrà essere la strategia del “suo” Pd?
«Quella di Alessandro Volpi è un’esperienza che sta maturando, il sindaco sta trovando una sua dimensione, anche se ha aspetti caratteriali che non lo aiutano. Credo che se il partito gli darà una mano vera potrà ripresentarsi per fare un grande secondo mandato. Deve però ascoltare di più di quanto abbia fatto finora. Siamo sulla strada buona ma qualcosa va corretto».
Che cosa, ci faccia qualche esempio.
«Il Piano urbanistico, di sicuro. Le Aru vanno tolte, sono previsioni urbanistiche che portano confusione e divisione, va pensato meglio. Bisogna pensare a prendere un’area vergine della città e progettare il futuro. Abbiamo poco urbanizzato e tanto cementificato. Ci vuole una visione della città, è tempo di pensare a una Massa 2».
Ma come? Viviamo in un territorio già devastato dal punto di vista idrogeologico e lei propone cose che sono un ulteriore consumo di suolo?
«Bisogna alleggerire il territorio dove si è costruito in modo non pianificato con recuperi intelligenti e progettare una nuova città. Diciamolo: il Comune può introitare di più dagli oneri di urbanizzazione. Le Rta sono oggi abbandonate, fatiscenti. Recuperiamole, diamo un regolamento che le riconosca e le legittimi per quello per cui in realtà sono state pensate: appartamenti residenziali. Tanto, altro non si può fare, se non lasciarle in abbandono».
C’è poi la questione del turismo, del recupero delle ex colonie...
«Anche qui, bisogna ripensare il modello. Immaginiamoci un grande acquapark nella zona delle ex colonie alla Partaccia. Un’attrazione che qui funzionerebbe 10 mesi su 12, non sei mesi come Gardaland. Un motore di sviluppo potrebbe essere questo: perché non pensiamo a convogliare il gettito della tassazione sulle cave nelle infrastrutture turistiche? Ripeto, cambiamo paradigma, coinvolgiamo le imprese; combattiamo l’evasione, il nero, ma non possiamo pensare solo a tassare le imprese: convogliamo le risorse e le energie della classe imprenditoriale per fare crescere il territorio. Però, facciamo presto, ormai siamo ai titoli di coda».
Almeno, l’operazione nuovo palasport che Volpi ha messo in moto, le piacerà?
«No, sono sincero. Il palazzetto in quel punto, stretto fra stadio e Solvay è sbagliato. le risorse ci sono, bene. Facciamolo in un’ altra zona, più bello, più grande. Un palazzetto che serva Carraraa e Massa, per grandi manifestazioni., Non ha senso, oggi avere un palazzetto per Comune. Così come uno stadio a Carrara e uno a Massa. Facciamone uno solo, grande, moderno. E già che ci siamo, immaginiamoci una sola squadra di calcio fra le due città. Chiamiamola Apuania. Oggi sembra una bestemmia. Ma se domani sarà in B o in A, se sarà una vera squadra, forte, tutti avranno dimenticato i campanili».
E di Gianni Lorenzetti, quale giudizio dà?
«Gianni sarà un bravo sindaco per Montignoso e farà bene in Provincia. Tutti i suoi consiglieri sono andati a votarlo e si sono fatti fotografare insieme. Ecco, questo è il partito che mi piace».
Torniamo per un attimo al partito. Lei pensa davvero di riuscire a cambiarlo?
«Sogno un partito diverso e voglio provare a realizzare questo sogno. Credo che anche la sede di via Groppini non vada più bene. Penso a una sede dove si va a giocare a carte, dove si socializza. Entrerò nella nuova segreteria provinciale con queste e altre proposte. I miei progetti non vanno bene? Me lo dicano. Mi rispondano. Io aspetto».
Ma non è finita l’epoca della rottamazione?
«Sì, è finita. Ma io non rottamo. Io voglio unire».
Il Pd è avvertito.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google