Il Tirreno

«Insieme, contro lo strapotere di Gaia»

«Insieme, contro lo strapotere di Gaia»

Appello di Rifondazione: i comitati del No al referendum continuino la battaglia per i beni comuni

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CARRARA. Da diverse parti nel Paese si sta levando una voce che chiede al Comitato del No di non cessare la sua attività, di non disperdere quel patrimonio di impegno civile che attraverso i tanti comitati locali che si sono creati spontaneamente durante la campagna referendaria. Ed è quello che chiede a Carrara, anche Rifondazione Comunista, che vuole ripartire da quel No e dalla Costituzione italiana, chiamando ad appello tutte le associazioni di sinistra che hanno partecipato alla lunga battaglia referendaria attraverso i comitati, per raccogliere quelle forze e costituire una commissione nazionale e delle commissioni locali perché possano proseguire il cammino, di cui il voto del 4 dicembre, si auspicano, abbia solo segnato l'inizio. Si tratta di un appello politico, che Rifondazione Comunista di Carrara presenterà anche al congresso nazionale che si svolgerà tra il 23 e il 26 marzo e che si rivolge in modo particolare alle associazioni di Anpi, Arci e Cgil:«Il nostro è un appello di natura politica-afferma Piero Marchini, coordinatore di Rifondazione Comunista- che rivolgiamo a coloro che ci hanno affiancato in questi lunghi mesi di campagna referendaria e con cui sappiamo di poter condividere i valori tradizionalmente legati alla sinistra, perché siamo convinti che solo attraverso l'applicazione della Costituzione si potrà fermare l'aggressione, oggi in atto, all'autonomia territoriale ». Il coordinatore di Rifondazione spiega che le politiche perseguite dai Governi nazionali in questi anni, hanno portato alla creazione di grossi enti locali, intermedi tra Comuni e Regioni, che gestendo importanti servizi sul territorio, come la sanità, con la costruzione di strutture ospedaliere uniche per coprire l'esigenza di grandi aree di territorio, come l'erogazione dell'acqua con un unico ente per molteplici aree cittadine, oppure come i trasporti, hanno di fatto sottratto potere ai sindaci e quindi al cittadino che lo elegge, creando disservizi, provocando aumenti delle tariffe e malcontento diffuso. «Gaia per esempio copre il fabbisogno di ben 110 Comuni -ribadisce Giulio Marchi, il segretario provinciale di Rifondazione- per questo i comitati del No che si sono messi in moto per difendere la Costituzione devono continuare a vivere, perché reclamando l'applicazione della Costituzione, si possono difendere i beni comuni, come l'acqua per esempio, e combattere l'indebolimento delle autonomie locali voluto in favore di enti amministrativi legati a poteri centrali». «Attraverso la Costituzione c'è la possibilità di impedire quelle politiche che penalizzano la fasce più deboli della popolazione e per questo chiediamo a Cgil, Arci e Anpi-esorta infine Marchi- di farsi garanti insieme a noi, a livello nazionale e locale del rispetto dei diritti sanciti dalla Costituzione in ogni suo articolo: dal diritto al lavoro al diritto alla pace».

Francesca Vatteroni

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