Il Tirreno

Dalle piscine chiuse alle scuole container: ad Aulla tutto è fermo

Dalle piscine chiuse alle scuole container: ad Aulla tutto è fermo

Irrisolto anche il problema delle discariche abusive ma dal Comune commissariato non arrivano risposte

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AULLA. Nuove scuole che non aprono, piscine del centro scolastico sportivo di Quercia che versano in uno stato di totale abbandono, strade che sembrano appena essere state oggetto di un bombardamento aereo. Sono alcune delle problematiche, le prime che vengono in mente, che attanagliano Aulla, dal cui municipio nulla trapela, in particolare da parte del commissario prefettizio Simonetta Castellani, insediatasi da tre mesi e mezzo, la quale, evidentemente oberata dagli impegni istituzionali e burocratici presso la Prefettura di Massa, non parla e non fornisce informazioni su temi che interessano una cittadinanza stanca di vedere i propri figli che frequentano le scuole elementari e medie all'interno di scatole di latta, costretta a macinare chilometri per andare a nuotare in impianti sportivi spesso fuori Regione, percorrendo strade colabrodo dove lo sport praticato, questo sì, è lo slalom per evitare buche che assomigliano di più a crateri.

Ma è il tema delle nuove scuole il più doloroso, soprattutto per i più piccoli, costretti a frequentare 5 anni di elementari all'interno di container a seguito di un referendum fra i genitori, svoltosi nell'estate 2012: infatti, i genitori di allora preferirono questa soluzione, a furor di popolo, al ritorno nel plesso scolastico alluvionato di piazza Garibaldi, dove ora si trovano la biblioteca civica e il liceo classico, egregiamente protetti da un argine che pare essere stato progettato per resistere al diluvio universale, tale è la sua altezza. Perchè la domanda che tutti si fanno ad Aulla è la seguente: quando bambini e ragazzi potranno tornare ad avere scuole degne di questo nome? Una domanda più che legittima, visto che, ad oltre 5 anni dalla mortale alluvione del 25 ottobre 2011, che rese inutilizzabili gli edifici in cui erano ospitate le scuole elementari e medie aullesi in piazza Garibaldi, la gru è scomparsa da qualche mese nel cantiere, gestito dalla Regione Toscana, in cui sono in avanzata fase di realizzazione asilo nido, materne ed elementari fra i quartieri della Barcara e del Groppino, segno che dovremmo esserci, che il "grosso" dei lavori è stato realizzato.

Il problema è che sono trascorsi più di 5 anni, un periodo di tempo lungo e segnato da intoppi di ogni genere: dalla necessità di bonificare un'area che era attraversata dal tracciato ferroviario della Pontremolese, quindi discretamente "inquinata", per arrivare al ritrovamento di discariche di laterizi nel terreno; persino una cisterna era stata ritrovata, causando inevitabili rallentamenti. Rimane il fatto che, restando alle comunicazioni ufficiali, si parlava del mese di dicembre per la consegna del primo lotto, quello comprendente asilo nido, materne ed elementari, ma il mese di dicembre di cui si parlava è quello in corso e ormai agli sgoccioli.

E per quanto concerne le piscine del centro scolastico sportivo di Quercia, chiuse dall'estate 2013? Il silenzio che avvolge l'area è lo stesso che viene dal palazzo comunale sulla questione; e pensare che la defenestrata amministrazione comunale dell'ex sindaca Silvia Magnani aveva comunicato, negli ultimi giorni alla guida del Comune di Aulla, che il primo lotto dei lavori di messa in sicurezza delle piscine se lo era aggiudicato, in via provvisoria, la ditta Edilsma srl di Frattamaggiore di Napoli: però, nulla più è dato sapere in merito all'inizio dei lavori.

Last but not least, c'è la situazione dell'abbandono incontrollato dei rifiuti un po' ovunque, costume diffusissimo fra qualche "civile" cittadino, magari pronto a puntare il dito contro le discariche in pubblico, ma che si spinge ai bordi delle strade di campagna, quindi lontano da occhi indiscreti come un ladruncolo qualsiasi, per abbandonare sacchi neri pieni delle peggiori schifezze. Con il totale disprezzo verso chi ci tiene all'ambiente in cui vive e fa una raccolta differenziata corretta. In questo caso, c'è solo da augurarsi che la cooperativa IdealService, che gestisce la raccolta differenziata dei rifiuti per conto dell'Unione di Comuni Montana della Lunigiana, sia di parola e adotti l'annunciato pugno di ferro.

Gianluca Uberti

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