Il presidio
Sulla torre medievale delle antiche mura spunta l’antennone
E fra i reperti storici dimenticati davanti alla biblioteca i resti di villa Finelli, demolita negli anni Settanta del 900
AVENZA. Un’antenna parabolica sulla torre medievale. Succede in pieno centro storico, in uno degli scorci suggestivi di Avenza, proprio accanto all’ex mercato coperto (abbandonato) e a pochi metri dalla torre di Castruccio.
Si tratta di una torre della antica cinta muraria integrata forse fin troppo nel contesto urbano, con tanto di muretto intorno e antenna.
«È l’antica torre d’angolo della cinta muraria di Avenza - spiega Sascha Biggi, sfoggiando la sua grande preparazione storica - è del tardo medioevo». Un reperto oggetto di un lungo contenzioso fra parrocchia e proprietà privata, su cui campeggia, in bella vista l’antenna parabolica. «È così da decenni» spiega Biggi. E non aggiunge altro.
L’impatto visivo per chi si trova in questo angolo di Avenza è forte: proprio sulla cima di sasso della torre è stata posizionato l’antennone.
Ma questo non è il solo caso di “storia trascurata” nel cuore di Avenza. Basta percorrere qualche metro e arrivare ai giardini della biblioteca civica, sul lato di via Giovan Pietro.
Sui resti di casa Finelli nemmeno una targa. Il rischio, a non saperlo è inciamparci sopra. Sembrano sassi ma, nel cortile della biblioteca civica di Avenza si trovano, come spiega Sascha Biggi, i resti di casa Finelli. «La dimora settecentesca - continua - di uno dei grandi benefattori di Avenza a cui destinò in eredità un consistente lascito per opere culturali, e dedicate alla formazione dei giovani». «Villa Finelli venne demolita negli anni Settanta del Novecento - continua Biggi - Restano questi sassi, parte delle mura. Ma non c’è neppure una targa, qualcosa che indichi questo reperto storico. Eppure basterebbe davvero poco - un semplice cartello nel giardino - per valorizzare i resti di una dimora importante». Si tratta - fa notare Biggi - della dimora di uno degli uomini che ha fatto davvero molto per Avenza. Basti pensare che la scuola primaria intitolata a Finelli fa parte di quel lascito, come l’ex palazzo Cat e molte altre porzioni del territorio avenzino. Un lascito finalizzato a scopi educativi e umanitari. Un benefattore filantropo che aveva pensato al futuro delle nuove generazioni. Un uomo che ad Avenza ha lasciato molto e che ora non ha neppure un cartello a indicare quella che fu la sua dimora».
(a.viv.)
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