Il presidio
La vita di Oreste Raggi, carrarese scomodo
In un libro il ritratto: dopo la laurea in legge a Roma fu “avvocato dei poveri”, in Piemonte fu insegnante
CARRARA. Nella sala Gestri della biblioteca civica di Carrara, è stato presentato il libro di Claudio Palandrani “Vita e Opere di Oreste Raggi, Ritratto di un carrarese illustre attraverso un compendio antologico dei suoi scritti”.
Lucia della Mea, segretaria di Apuamater, e l’assessore Giovanna Bernardini, hanno preceduto l’intervento del prof. Roberto Musetti, storico e autore di importanti saggi sul commercio del marmo e sulla famiglia Fabbricotti, il quale ha inquadrato il periodo storico nel quale Raggi visse, e le sue vicende personali nella Roma papale, città nella quale, dopo la laurea conseguita a Pisa, ha cominciato a svolgere l'attività di "avvocato difensore dei poveri" nelle cause criminali. Le sue conoscenze personali fecero sì che fu il protagonista dell'incontro tra Pellegrino Rossi e Vincenzo Gioberti, quando sembrava potersi realizzare il progetto neoguelfo di riunire gli stati italiani in una confederazione sotto l'egida del Papa. L'assassinio di Pellegrino Rossi, il successivo insediamento, e poi la caduta, della Repubblica Romana, furono la cagione dei fatti che portarono all'arresto di Raggi, incolpevole, in Castel Sant'Angelo. Le vicende che seguirono, condussero Raggi all'esilio piemontese che condizionò per tutta la seconda parte della sua vita.
«Nel nuovo impegno di insegnante - ha sottolineato il prof. Musetti - grande importanza dette Raggi al tema della lingua italiana, come fattore necessario al processo di unificazione nazionale». Prese parte alla cavouriana Società Nazionale.
In conclusione, ha preso la parola l'autore del libro, l'arch. Claudio Palandrani, il quale ha richiamato la portata innovativa delle prese di posizione di Raggi su molti aspetti della vita del suo tempo, come il tema stringente della lingua; si fece testimone storico dei fatti del suo tempo, come la devastazione di Perugia del 1859 da parte delle truppe papaline; denunciò con coraggio i soprusi e i comportamenti scorretti dei funzionari pontifici e sabaudi; prese le difese di chi era stato vilmente attaccato senza colpa. Raggi, insomma fu un personaggio scomodo, ma anche uomo di grande coraggio, umanità e di straordinaria coerenza; oltre centotrenta i suoi scritti. Palandrani ha chiuso parlando della tomba di Oreste Raggi, rinvenuta nel cimitero dei Boschetti a La Spezia, e auspicando che l'oblio della storia, caduto per lungo tempo su un personaggio tanto importante, sia finalmente terminato e nuovi studi possano contribuire ad accrescerne la conoscenza.
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