Il presidio
Volpi: nel 2017 vi regalo il distretto all’ex ospedale
Il sindaco elenca il “già fatto” dell’amministrazione. «Siamo l’ultimo bastione del welfare; con teatro e porta a porta miglioriamo la qualità della vita dei massesi»
MASSA. La location è il foyer del Guglielmi arredato per l’occasione con divanetti e poltroncine. La novità (piccola) è il buffet a fine conferenza stampa per assessori e stampa. Per “celebrare” il suo terzo anno di mandato e per i tradizionali “auguri con bilancio” di Natale, la giunta municipale guidata dal sindaco Alessandro Volpi sceglie il Guglielmi dei record di abbonamenti e spettatori – 1.800 quasi le presenze per le quattro repliche di Luca Zingaretti – e simbolo (così nelle aspettative dell’amministrazione) del rilancio della città.
Qualità della vita. Ed è da qui che parte il primo cittadino per riassumere il “già fatto” e il “quel che faremo” per la città. «Migliorare la qualità della vita dei massesi», dice il sindaco è uno degli obiettivi che il Comune si è dato. E le cose realizzate in questo campo, elenca, non sono poche e sono significative. Il teatro, si è detto, «che sta diventando il centro della vita culturale cittadina, grazie alla stagione di prosa ma anche a concerti, mostre, iniziative che portano gente e attirano interesse sul Guglielmi. Un polo culturale che ha come satelliti Palazzo ducale, ereditato dalla Provincia, Villa Cuturi, villa della Rinchiostra «dove abbiamo organizzato numerose mostre e rassegne».
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Ma il «Il 2016 è stato anche l’anno della raccolta differenziata dei rifiuti. Estesa a oltre 5mila utenze, cioè a 12-13mila cittadini. Una rivoluzione portata avanti senza grandi scossoni che avrà un ulteriore passaggio dopo le feste, con la partenza del porta a porta nel centro storico «e che sarà completata nel 2018 – promette Volpi – con l’estensione della raccolta differenziata in quasi tutto il territorio comunale». Un passo importante questo, rivendica il primo cittadino, per una migliore qualità della vita. Così come lo è, dice, «la Ztl, che compie un anno di vita ed è un segno di cambiamento della vita in centro, libero dalle auto, a misura di pedone».
Qualità della vita vuol dire però anche una città più sicura. Ridurre il rischio idro-geologico (tradotto: fare opere per evitare alluvioni e frane) è un’altra “priorità” dell’amministrazione: «Abbiamo investito 500mila euro per la sistemazione del territorio, altri ne investiremo». Per non parlare della conquista della Bandiera blu, secondo l’amministrazione un vessillo di una città migliore, oltre che un incentivo al turismo.
Il welfare siamo noi. Più rilassato di altre occasioni, e disposto a qualche battuta, il sindaco Volpi passa poi al secondo tema, quello hard delle politiche sociali. Il suo concetto è che i Comuni sono ormai diventati uno degli ultimi bastioni del welfare in una società che sta smantellando lo stato sociale. «Abbiamo messo risorse per 6 milioni di euro, al netto di quello che arriva dalla Regione – dice – per contributi affitto, sostegni alle famiglie, ai minori, a chi non ce la fa. E abbiamo avviato lavori di pubblica utilità per 16 persone. A cui, nel 2017, contiamo di aggiungerne altre 40. In pratica una specie di reddito di cittadinanza in cambio di lavori che contribuiscono a mettere in sicurezza il territorio». Un’attenzione alle vecchie e nuove povertà che si è tradotto anche – è questo, ancora, lo story telling del sindaco Volpi – in una politica «di non aumento delle tasse locali e di inserimenti di elementi di maggiore progressività». Tradotto: paga di più chi più ha, esenzioni e agevolazioni per le famiglie numerose, per i meno abbienti sia nelle imposte comunali, sia nei servizi a domanda individuale, cioè mense, asili, nidi, scuolabus.
«Abbiamo anche ottenuto importanti risultati nella lotta all’evasione fiscale – prosegue Volpi guardando il suo assessore al Bilancio Giovanni Rutili – con 1,5 milioni di imposte non pagate recuperate. A cui bisogna aggiungere risparmi di 200mila euro per le spese assicurative. In tutto, 1,8 milioni di euro di tagli delle spese intermedie che sono altrettante risorse rese disponibili per investimenti e servizi».
Funzionano poi, parola dell’amministrazione, le società partecipate: «Cermec ha chiuso in utile consentendo una mini riduzione della tassa sui rifiuti; Master funziona bene come dimostrano anche i risultati del recupero dell’evasione; Evam ha chiuso il bilancio in positivo; Asmiu sta portando avanti con buoni risultati l’estensione della differenziata».
Non è solo questo. Il “già fatto” comprende anche la riscrittura delle regole – «abbiamo portato in consiglio comunale il Piano del commercio; a gennaio avremo il Regolamento urbanistico» –; la realizzazione delle fognature alla Zecca e a Poveromo Ronchi (i lavori, di Gaia, partiranno a gennaio); i diritti civili: «Abbiamo celebrato già sei unioni civili»; l’allungamento degli orari di apertura degli sportelli della casa comunale, l’apertura di una casa di rifugio per le donne che subiscono violenza in stabili confiscati alle mafie.
Nel 2017 vi regalo... E per il futuro? Nelle caselle del “quel che stiamo per fare”, Volpi mette il palazzetto dello sport «già appaltato e finanziato», l’accordo di programma per la reindustrializzazione «che dovrebbe potare sul territorio 25 milioni di euro destinati al rilancio economico, all’attrazione di nuove imprese». E mette anche il compimento delle bonifiche. «Ci sono tre milioni di euro – stavolta a illustrare è Uilian Berti, vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici – che serviranno al rimuovere l’inquinamento da mercurio nella zona di via Tinelli e a sistemare la spiaggetta davanti alla ex colonia Torino. Dove sarà eliminata la discarica: gartantitoche la prossima estate si potrà sfruttare quel pezzetto di litorale».
E, ancora: «Oggi Massa ha una nuova piazza, sul “tetto” del parcheggio del mercato coperto e presto avrà anche un mercato di nuovo pieno e funzionante».
Sanità. Fin qui, piani e progetti già noti. Quel che rivela di nuovo il sindaco è l’idea di ri-utilizzare il vecchio ospedale (il San Giacomo, si intende, non il monoblocco che dovrebbe essere, secondo i piani, demolito) per farne la sede del Disyretto sanitario-Casa della Salute di cui da tempo si parla. «Il distretto di via bassa Tambura – ragiona Volpi – non è sufficiente. Occorre un altro polo sanitario sul territorio per dare ai cittadini servizi che l’ospedale Noa, impostato sulle intensità di cura, non offre più, per decongestionare il pronto soccorso, per creare percorsi di prevenzione e di riabilitazione. Noi puntavamo sulla sede della scuola infermieri, che dovrebbe essere trasferita a Carrara. Ma se il trasloco non ci sarà, o non si farà in tempi ragionevoli, allora noi puntiamo al vecchio ospedale: una struttura in gradi di ospitare ambulatori e strutture sanitarie. La disponibilità dei medici di base c’è, la destinazione urbanistica pure, vogliamo sollecitare l’Asl per questa soluzione».
L’auto bilancio dell’amministrazione si conclude ricordando altri risultati ottenuti: «L’apertura della nuova farmacia alla Partaccia, gli interventi al cimitero di Forno, l’eliminazione di decine di discariche abusive...
Per l’amministrazione, insomma, il bilancio 2016 e le previsioni del 2017 sono ok. Certo, riconosce Volpi, le difficoltà non mancano: la Casa di riposo rischia grosso con le nuove regole regionali che riducono da 64 a 53 euro il contributo pubblico giornaliero per gli ospiti; certo la promozione del turismo, ereditata dalla Provincia non funziona a dovere con la Lunigiana. Per non dire del dramma dell’occupazione, che il fantomatico accordo di programma da solo non potrà risolvere; o della bonifica delle falde acquifere contaminate nella zona industriale che, aldilà del passaggio delle competenze alla Regione, è un problema ancora tutto da risolvere. Ma l’amministrazione è convinta: stiamo lavorando, stiamo facendo tutto il possibile.
Claudio Figaia
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