Il presidio
«Il mio sogno? Vedere Marina cambiare volto»
Il sindaco Zubbani: alla prossima amministrazione lasciamo i soldi e il progetto per la passeggiata sulla diga fornaea
CARRARA. È stato il suo ultimo Natale da sindaco di Carrara. E tutto si è svolto come da tradizione: concerto della banda musicale Giuseppe Verdi, canzoni di Natale, scambio di auguri e premio ai dipendenti comunali che sono andati in pensione. Solo un po’ di commozione, al momento di donare bacchette e spartiti ai musicisti: «La banda cittadina è una grande risorsa, mi auguro che Carrara possa goderne per sempre».
Fin qui la parte “ufficiale” della giornata degli auguri del sindaco Angelo Zubbani che, a musica spenta, parla del futuro, suo e della città. Dei rimpianti e dei sogni che solo che verrà dopo di lui potrà vedere realizzati. E traccia un bilancio del suo ultimo mandato da sindaco.
Sindaco qual è il sogno che vorrebbe vedere realizzato da chi guiderà Carrara dopo di lei?
«Vorrei vedere realizzata la passeggiata lungo la diga foranea e quindi riqualificata tutta quella zona di Marina di Carrara. È un sogno che sono convinto sia destinato a diventare realtà: il progetto c’è e pure i finanziamenti, quei 30 milioni che l’amministrazione e l’Autorità portuale sono riusciti a ottenere per questa grande opera. Non volevo certo passare alla storia con questo progetto: la cosa più importante è dare un volto nuovo a Marina di Carrara, per questo c’è stato un grande impegno. L’obiettivo è eliminare i conflitti fra un porto che vuole lavorare e un territorio che vuole essere riqualificato dal punto di vista turistico».
Il rimpianto di questo suo secondo mandato?
«Non ho dubbi, la cosa che più mi è mancata e di cui mi rammarico è non aver mantenuto il contatto diretto con i cittadini. Non per tagliare i nastri, ma per parlare con la gente: è questa la più grande gratificazione per chi amministra la città. Purtroppo, e lo riconosco, questo legame stretto con i carraresi nel secondo mandato è venuto meno: questo è il mio più grande rammarico perché il rapporto con la città per me è sempre stato al primo posto. Doverci rinunciare mi è pesato moltissimo».
Con il senno di poi che cosa non rifarebbe?
«L’ho già detto e non posso far altro che ripeterlo. Col senno di poi mi sarei spiegato un po’ meglio con i cittadini dopo l’alluvione del 2014. La stanchezza e la mancanza di lucidità mi hanno fatto fare un errore e adesso quella pagina del mio mandato resta una ferita aperta. È vero che il tempo è galantuomo, ed è altrettanto vero che molti cittadini, hanno capito il mio stato d’animo in quel particolare momento. Ma, di questo ne sono più che convinto, quella vicenda ha creato una frattura nel mio rapporto con la città».
Che consiglio si sente di dare a chi amministrerà Carrara dopo di lei?
«Non mi sento di dare dei consigli, perché sono certo che la città saprà esprimere al meglio il candidato deputato a governarla. Solo una cosa mi sento di suggerire: tenere vivo, sempre il rapporto con la gente, con i cittadini».
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