Il Tirreno

Da licenziati a cooperativa: la favola di quattro giovani scultori

di Francesca Vatteroni
Il gruppo di scultori con i promotori dell'iniziativa
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Il gruppo di scultori con i promotori dell'iniziativa

Li avevamo lasciati, agli inizi dell'ottobre scorso, con una lettera di licenziamento in tasca e l'angoscia di dover affrontare un futuro pieno di incertezze e di incognite. Ora hanno commesso per tutto il 2017

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CARRARA. Li avevamo lasciati, agli inizi dell'ottobre scorso, con una lettera di licenziamento in tasca e l'angoscia di dover affrontare un futuro pieno di incertezze e di incognite: «Eravamo disperati - racconta Diego Zampolini, uno dei 4 operai licenziati dagli storici Studi Nicoli nell'ottobre scorso - siamo padri di famiglia e all'improvviso, dopo 20 anni di lavoro, ci siamo trovati in mezzo a una strada, ci siamo sentiti mancare la terra di sotto i piedi».

Ma nel frattempo le cose sono cambiate e con esse gli umori di Diego Zampolini, Andrea Franceschi, Raffaele Bruzzi e Riccardo Barsottini, che adesso scherzano tra loro, si scambiano pacche sulle spalle e dispensano sorrisi soddisfatti: è nata infatti ieri, ufficialmente, la Cooperativa Scultori di Carrara formata appunto dai 4 ragazzi e che ha già tutta l'agenda 2017 colma di commissioni.

L'apparente miracolo è il frutto di una coesione che Carrara è riuscita a trovare grazie alla capacità delle cooperative a monte, in primis Canalgrande, ma anche Gioia e Lorano di guardare in prospettiva futura e di capire quanto possa essere importante la lavorazione artistica per la valorizzazione del marmo apuano. Le 3 cooperative a monte infatti hanno finanziato completamente l'acquisto dei macchinari: «Ci hanno preso tutte le attrezzature e i macchinari: il loro è stato un contributo ingentissimo e determinante, senza di loro non saremmo mai partiti» continua a spiegare Diego Zampolini.

Ma è giusto ricordare che senza la grande professionalità maturata da loro, questi ragazzi, non si sarebbe potuto aiutare e finanziare nessun progetto, perché è grazie alle loro competenze che la scultrice moscovita Aidan Salakhova, che collabora con Diego, Andrea, Raffaele e Riccardo attraverso gli studi Nicoli da 7 anni e che si è innamorata professionalmente di loro, che la neonata cooperativa non avrà di che preoccuparsi per cercare commesse per tutto il 2017.

Aidan Salakhova, conosciuta artista internazionale, membro dell'Accademia di Belle Arti di Mosca, docente presso l'Istituto Statale d'arte Surikov sempre a Mosca e fondatrice di una delle gallerie moscovite più importanti, conferma infatti: «Io lavoro in modo molto particolare: prima disegno un bozzetto che consegno alle maestranze, ma poi, a lavori in corso, faccio numerose e importanti modifiche e quindi ho bisogno di qualcuno che sia in grande sintonia con me. E proprio perché nel corso di questi anni ho conosciuto la loro professionalità e perché ho sviluppato con loro un'intesa così profonda che ho deciso di affidare loro - prosegue l'artista - la realizzazione di due grandi sculture per una mia personale a Dubai, altre due grandi sculture per un'altra mostra a Mosca, oltre ad altre varie statue più piccole: ci sarà da lavorare per tutto il 2017».

Fanno eco all'artista, le parole di Roberto Venturini della Cgil, che ha assistito e supportato i ragazzi durante tutta l'operazione e che porta a casa un bel successo: «Diego, Andrea, Raffaele e Riccardo hanno una enorme professionalità, sono artisti a loro volta e si meritavano questa occasione: noi a ottobre avevamo avanzato una proposta di collaborazione agli Studi Nicoli che non andò a buon fine, quindi ci siamo mossi in altre direzioni».

VIDEO. Lavoro: le scommesse dei giovani. Calzolaio per amore

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Così nasce la nuova cooperativa di scultori, trovando il suo spazio, in una sede che non poteva essere più significativa: proprio nel cuore storico della lavorazione del marmo carrarese, presso il primo edificio costruito da Walton, nel 1864, destinato alla lavorazione del marmo. Il capannone, che sta vedendo ultimare i lavori di ristrutturazione e che sarà operativo i primi dell'anno, fa parte di un complesso composto da 6 edifici in tutto che si trova in fondo a via Aronte, all'incrocio con Corso Carlo Rosselli e ospita al suo interno vari studi di scultura, una ditta di imballaggi, anche uno studio di coworking e la Giannotti Edilizia, il cui titolare, Giuseppe Giannotti, è proprietario dell'intero aggregato di capannoni.

«Ho comperato il complesso nel 1978 e ho sempre cercato di affittarlo a chi lavora il marmo - racconta Giannotti, che prosegue - il capannone è bellissimo, è di circa 200 mq e ci sono capriate in legno che risalgono al 1860». Nell'entusiasmo della partenza, Diego e gli altri non dimenticano di ringraziare chi è stato loro vicino: «A Carrara abbiamo trovato tante porte aperte e mani tese, pronte ad aiutare: le cooperative, la Cgil e anche il Comune», conclude Zampolini.

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