Il Tirreno

Inchiesta tra gli studenti, Un nero vicino di banco? Solo il 13% lo vorrebbe

di Manuela D'Angelo
Inchiesta tra gli studenti, Un nero vicino di banco? Solo il 13% lo vorrebbe

Un terzo degli intervistati definisce Massa “un deserto che invita alla fuga”
e accetterebbe solo un prof bianco. Nadia Bellè: ma i Poggi non sono Scampia

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MASSA. Il 25 dicembre la città ricorderà la notte di Natale 2013, quando furono uccisi due giovani a coltellate, freddamente scagliate da un coetaneo. Da quel giorno emersero anche tanti altri episodi: risse, rapine, pistolettate alla Far West, arresti. Si delineò la “guerra tra bande”, di gang della droga. Gli omicidi di Natale e i fatti di cronaca a quell’episodio collegati, colpirono al cuore l'opinione pubblica e nella gente si sviluppò non soltanto il desiderio di giustizia, ma anche quello di comprensione. Perché è accaduto? Perché qui? Cosa abbiamo sbagliato?

Così, alla vigilia del triste anniversario ecco il lavoro di Nadia Bellè, concittadina, ricercatrice, educatrice. La sua ricerca, dal titolo "Con occhi diversi" è stata realizzata con l'Università di Firenze, dal professore Andrea Spini e riguarda i giovani massesi. «Troppo semplice prenderla con il contesto geografico», spiega Nadia Bellè alla presentazione della ricerca, avvenuta giovedì mattina alla Bertagnini di Massa, davanti a tante classe di giovani, al sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri, il presidente della Provincia Gianni Lorenzetti e l'assessore al sociale del comune di Massa Alessandro Balloni. «Il quartiere dei Poggi è solo un contenitore, che ha fatto la sua parte, certo, ma non è tutto; i giovani e le famiglie coinvolte sembrano connotarsi con una identità assai diversa da quella comunemente attribuita al cittadino massese. Nelle ricostruzioni realizzate dalle forze dell'ordine e dalla stampa, si snoda un groviglio in cui il disagio sociale, prodotto da povertà e deprivazione culturale, sembra tradursi in violenza». Per questo- continua la Bellè- «il quartiere dei Poggi e il Villaggio di Castagnara sono divenuti l'equivalente di Scampia a Napoli o dello Zen a Palermo. In realtà, né i Poggi sono Scampia, né Castagnara è lo Zen di Palermo. Vanno considerate altre variabili».

400 intervistati. La ricerca è stata svolta in sei istituti scolastici di Massa: quattro licei e due istituti professionali. I questionari somministrati sono stati 400, ad un campione diviso equamente tra maschi e femmine. Ai quali è stato chiesto di rispondere a domande relative gli omicidi di Natale, ma anche sul loro modo di vivere, le loro abitudini, i loro sogni, le certezze, le consapevolezze. «Alcune risposte- dice Nadia Bellè- ci hanno lasciati basiti».

Violenza e noia. Per quanto riguarda la città in cui vivono, il 69% del campione esprime un giudizio negativo e cioè: il 34% definisce Massa "noiosa" e un 35% un "deserto che invita alla fuga". Riguardo i fatti di sangue del Natale 2013 per il 26% è stata "un'espressione della violenza diffusa nella società", per un altro 26% un "segnale di degrado della comunità massese" e per un 21% "un effetto del mercato della droga". I ragazzi coinvolti nell'omicidio sono per il 24% dei "disperati", per 20% "ignoranti" e per il 13% sono " bulli". Le ragioni che hanno portano alla violenza sono per il 37% la rabbia, per il 13% "l'assunzione di droghe" e per 10% " l'abuso di alcol".

Ricorre poi ancora la noia, per una buona percentuale mista a "gelosia, stupidità, orgoglio, superficialità e debolezza". Il quadro inizia a delinearsi: chi uccide, per i nostri ragazzi intervistati, è privo di cultura, debole e stupido.

La tv di Amici. Tra le risposte più significative il 62% dei maschi vorrebbe ovviare alla "noia" con "sport estremi" perché fanno "battere il cuore" e "mettono alla prova"; le ragazze, invece, sarebbero disposte a morire "per amore"(34%). TV e Pc non catalizzano più la giornata, perché il 60% dichiara di trascorrerci soltanto due ore al dì, e in effetti è vero: la maggior parte del tempo, loro stanno al telefono, che è diventato contemporaneamente televisione, computer e chat. Intristisce, comunque, la scelta dei programmi preferiti: "Amici" , per il 24% , "Uomini e Donne" per il 15% , Dmax per il 20%. Sorprendentemente solo il 5% dei ragazzi dichiara di seguire il calcio in tv.

Etica e razzismo. Più sottilmente inquietanti le risposte alle domande che miravano a comprendere il background etico-culturale degli studenti: un significativo 31% dichiara di accettare solo ed esclusivamente un insegnante bianco e solo il 13% vorrebbe un compagno di banco straniero.

Nessuna conclusione. L'ultima parte della ricerca Nadia Bellè la intitola "Senza conclusione": «Non stupisca il titolo di quest'ultimo paragrafo- dice-; se ha un senso quanto abbiamo esposto, rischiando una riflessione teorica, difficilmente possiamo racchiudere la complessità dei problemi trattati in poche proposizioni deputate a "tirare le fila». I risultati della ricerca svolta fra gli studenti forniscono qualche segnale: «Il rischio della devianza non riguarda solo chi è immerso in contesti come quello dei Poggi; forse- conclude- complice anche la crisi del sistema produttivo apuano, i giovani dei Poggi stenterebbero, anche se volessero, ad uscire da quei palazzoni-caserme, per avviarsi in nuove occupazioni alternative allo spaccio della droga, ma non sappiamo se siano davvero condannati all'infinita reiterazione di modelli di comportamento fondati sulla violenza. Sappiamo invece che può essere infranto il muro all'interno del quale sono rinchiusi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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