Il Tirreno

Ricovero in ospedale buone stanze e bagni cibo solo sufficiente

Ricovero in ospedale buone stanze e bagni cibo solo sufficiente

Questionario ai pazienti: per il 15% qualità del cibo pessima Da migliorare anche la lotta al dolore. Voti alti al personale

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MASSA. Si chiamano feedback, sono i messaggi di ritorno ed è raccogliendo quei messaggi che le aziende fanno autocritica: cosa piace, cosa non piace, cosa va migliorato. Fa lo stesso l’azienda sanitaria: seleziona un campione di pazienti e, dopo il ricovero, chiede loro di rispondere ad un questionario. Lo scopo è capire se il cittadino si è sentito preso in carico, se pensa che sia stato fatto di tutto per lenire il suo dolore, se l’ambiente che lo ha accolto gli è parso confortevole. I dati, analizzati in collaborazione con il Laboratorio MeS della Scuola di San’Anna di Pisa, sono stati presentati giovedì mattina, a CarrarFiere, durante la conferenza dei servizi da Grazia Luchini, direttrice della rete ospedaliera.

«La percezione dei cittadini - la Luchini ha sintetizzato il quadro complessivo della mega Asl - è positiva con punte di eccellenza, lo è meno, invece, sul tema pulizie e cibo». Insomma, l’impressione generale - e non solo di chi vive all’ombra della Apuane - è che si potrebbe pulire meglio e garantire pasti migliori. L’analisi è stata svolta tra la fine del 2015 e i primi mesi del 2016: rispetto ad altre indagini permette quindi di fotografare anche il passaggio al nuovo ospedale delle Apuane.

La comunicazione con gli operatori e la presa in carico del paziente. Sul fronte comunicazione a Massa Carrara ce la passiamo bene. Insomma, medici e infermieri spiegano con chiarezza quanto necessario ai pazienti. In Toscana alla domanda “Durante il ricovero le risposte degli infermieri alle sue domande sono state chiare?” il 64,9 risponde sì. All’ombra delle Apuane la chiarezza è maggior e ad aver ricevuto risposte esaustive è stato il 66,35% dei pazienti. E se in media negli ospedali toscani al 19,3 % dei ricoverati è capitato che sanitari diversi offrissero spiegazioni completamente diverse, a Massa casi del genere si verificano più raramente: la percentuale scende, infatti, al 15,9%. Raro anche che medici o infermieri parlino del paziente di fronte a lui, come se in stanza non ci fosse: anche in questo caso siamo migliori della media toscana.

Dubbi sulla lotta al dolore. Gli apuani, almeno stando al questionario sottoposto al campione di pazienti ricoverati, ritiene che il personale sanitario avrebbe potuto fare di più per lenire il dolore. Alla domanda “Pensa che il personale abbia fatto quanto possibile per controllare il suo dolore?”, in Toscana il 78,8% risponde “Sì, sempre”. A Massa Carrara la percentuale scende al 73, la più bassa di tutta la mega Asl. A Lucca è 76,1 e nelle altre zone supera, anche di diversi punti, la media regionale.

Bene gli spazi, ma meno il cibo. Per il 45,9% dei ricoverati a casa nostra, il reparto (camera, bagno, corridoi) è molto confortevole, comunque più di quanto non lo fosse prima. Effetto ospedale nuovo. Anche se - e lo ricorda la stessa direttrice generale Maria Teresa De Lauretis durante la conferenza dei servizi - qualche peplessità sugli spazi comuni e soprattutto sulle sale di attesa del Noa c’è.

Non è punto di forza il cibo e basta guardare il grafico sui livelli di soddisfazione per averne la conferma: per oltre il 30% dei pazienti apuani - ma il dato è uniforme anche nella altre zone - la qualità del cibo raggiunge solo la sufficienza. E per oltre il 15% di massesi è addirittura pessima. Assegna un ottimo solo il 4,9%.(c.s.)

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