Il Tirreno

Non c’era amianto nel fumo del rogo Ma è scontro sui ritardi

ALBIANO MAGRA. Non è piovuto amianto dal cielo domenica 31 luglio ad Albiano Magra, il giorno “maledetto” del secondo rogo in meno di dieci mesi alla ditta Costa, che seminò panico e paura più che...

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ALBIANO MAGRA. Non è piovuto amianto dal cielo domenica 31 luglio ad Albiano Magra, il giorno “maledetto” del secondo rogo in meno di dieci mesi alla ditta Costa, che seminò panico e paura più che giustificate fra la popolazione.

La questione dell’inquinamento e dei pericoli per la salute della popolazione in seguito all’incendio è tornata a galla mercoledì sera, presso la sede della Croce Rossa ad Albiano Magra, durante un incontro pubblico con il giurista ambientale Marco Grondacci, convocato dal comitato "Uniti per Albiano". Ed è tornata a galla perché è stato ricordato che venne fatto un esposto all'Asl e all'Arpat (l’Agenzia regionale per l’ambiente) il 5 agosto scorso, un esposto redatto da un cittadino albianese, il dottor Ugo Berti, che citava pezzi di materiale incombusto piovuti dal cielo in merito ai quali chiedeva che l'Asl e l'Arpat provvedessero urgentemente ad eseguire un sopralluogo "in modo da campionare detto materiale perché non è dato sapere - così scriveva Berti nell'esposto - se sia nocivo se toccato, inalato o ingerito".

Il campionamento da parte di tecnici avvenne l'8 agosto, ma i risultati non arrivarono nelle settimane successive, il che indusseo il dottor Berti ad inviare un sollecito, inviato il 2 novembre scorso. La risposta ha però ancora tardato. Fino a ieri, quando il dottor Berti riceveva comunicazione che non vi era amianto nei materiali campionati. Una risposta tranquillizzante per i cittadini di Albiano che possono tirare un sospiro di sollievo, almeno per quanto riguarda la contaminazione di amianto.

Tutto bene quel che finisce bene, anche se in netto ritardo? Assolutamente no, visto che, secondo quanto detto nel corso dell’incontro i campioni sarebbero stati inviati all'Arpat per essere analizzati soltanto il 10 novembre, quindi dopo il sollecito del medico albianese, e la risposta sarebbe giunta dall'Asl soltanto ieri al dottor Berti: «Che cosa aspettavano gli enti preposti? Che i campioni marcissero in qualche ripostiglio?» chiede polemicamente Berti.

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