Il presidio
«È caduto sul piazzale, non da una bancata»
CARRARA. Maura Pellegri responsabile del dipartimento Asl per la Prevenzione degli infortuni sul lavoro dell’azienda Usl Toscana Nord Ovest fa il punto sull’incidente avvenuto mercoledì alla cava “La...
CARRARA. Maura Pellegri responsabile del dipartimento Asl per la Prevenzione degli infortuni sul lavoro dell’azienda Usl Toscana Nord Ovest fa il punto sull’incidente avvenuto mercoledì alla cava “La Facciata” di Torano ed esclude si sia trattato di una caduta dall’alto.
Oggi il cavatore ferito sarà operato ma le sue condizioni non destano preoccupazioni e guarirà in 30 giorni.
È cosciente e guarirà in un mese il cavatore di 48 anni vittima mercoledì di un infortunio sul lavoro.
L’uomo ha riportato la frattura del polso e una microfrattura alla testa a seguito di una caduta nel piazzale della cava “La Facciata” di Torano.
Tutto è accaduto nel primo pomeriggio e si è risolto nel giro di meno di mezz’ora: i colleghi del 48enne infatti, preoccupati per il colpo alla testa, hanno immediatamente allertato il Pegaso che ha raggiunto il luogo dell’incidente in appena 15 minuti.
Il cavatore è stato trasportato all’Ospedale di Cisanello dove oggi sarà operato al polso fratturato mentre non è previsto alcun intervento per il piccolo trauma riportato al cranio.
I medici assicurano che guarirà nel giro di un mese. Intanto la responsabile del dipartimento per la prevenzione degli infortuni sul lavoro di Asl, Maura Pellegri, fa chiarezza sulla dinamica dell’incidente: «Abbiamo parlato con i colleghi che erano presenti al momento dell’infortunio e abbiamo escluso la caduta dall’alto».
L’ingegnera sottolinea che il paziente è cosciente e che quindi a breve sarà lui stesso a riferire quanto accaduto al momento dell’infortunio.
Secondo la dirigente dell’azienda sanitaria Toscana Nord Ovest, il 48enne è caduto sì ma mentre si trovava sul piazzale, a terra, e non su una bancata o su un blocco come emerso dalle primissime ricostruzioni.
Uno scivolone provocato dal ghiaccio? No, e lo precisa la stessa Pellegri che su questo argomento, e su questa ipotesi di ricostruzione Pellegri è perentoria: «No, non c’era ghiaccio - afferma - e questo lo abbiamo potuto constatare noi in prima persona, quando siamo arrivati in cava, pochi minuti dopo l’incidente».
Il cavatore dunque sarebbe scivolato a terra e si sarebbe rotto il polso semplicemente appoggiando in malo modo l’avambraccio durante la caduta e sbattendo la testa al suolo. Questa al momento l’ipotesi più probabile anche se sulla vicenda sono in corso com’è ovvio le indagini delle autorità competenti.
Cinzia Chiappini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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