Il Tirreno

«Alfredo sta bene, stamani lo operano»

«Alfredo sta bene, stamani lo operano»

Intervento al polso per il cavatore infortunato. Lorenzoni: ha battuto la testa, per questo abbiamo chiamato l’elisoccorso

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CARRARA. Sta meglio Alfredo Mosti, il lavoratore di 48 anni caduto nel piazzale della cava la Facciata, nel bacino di Torano. Oggi sarà sottoposto a un intervento chirurgico al polso destro, ed è stato proprio lui a comunicarlo a uno dei titolari di cava, Paolo Lorenzoni.

«Ho parlato proprio poco fa con Alfredo - assicura Paolo, da noi contattato ieri pomeriggio - è tranquillo e attende di essere operato. Mi ha detto che sta bene, la cosa fondamentale è che adesso si rimetta, c’è poco altro da aggiungere».

Un infortunio che, per fortuna, si è risolto con tanta paura e con un referto di trenta giorni (tanti saranno necessari al lavoratore per rimettersi dopo l’intervento). E, soprattutto, un incidente che, in un anno particolarmente difficile e teso per il mondo del marmo (con un bilancio pesantissimo di tre morti bianche) ha fatto scattare la psicosi.

«Quando Alfredo è caduto a terra ha battuto la testa, infatti ha riportato anche una microfrattura alla tempia - dice Lorenzoni - per questo ci siamo spaventati e abbiamo allertato l’elisoccorso».

E se una nota positiva si può trovare in un episodio di quelli che non dovrebbero più accadere e che induce a riflettere sulla sicurezza in cava (e lo ha fatto subito il presidente della Regione Enrico Rossi) è il funzionamento della macchina dei soccorsi. Pegaso dopo meno di un quarto d’ora è arrivato nel bacino di Torano dove è intervenuto anche il Soccorso Cave di Fantiscritti.

Il lavoratore ferito è rimasto cosciente per tutto il tempo, ed è stato il primo a rassicurare i compagni che quando lo hanno visto cadere, dopo essere scivolato nel piazzale di cava, hanno temuto il peggio. Da qui la chiamata all’elisoccorso: il lavoratore è stato immobilizzato, proprio a causa della frattura al braccio e il trasporto all’ospedale di Cisanello, a Pisa è avvenuto in tempi strettissimi. Qui è stata subito diagnosticata la frattura del polso, quella per cui nelle prossime ore sarà sottoposto all’intervento chirurgico.

L’incidente ha riportato immediatamente l’attenzione sulla sicurezza nel mondo del marmo, un tema su cui Comune e Regione hanno ribadito solo qualche settimana fa tutto il loro impegno.

E proprio ieri mattina Francesco Fulignani della Feneal Uil ha commentato così l’episodio avvenuto nella cava del bacino di Torano: «È andata bene, il problema della sicurezza rimane».

Una partita, quella legata ai rischi nel lavoro al monte, e al piano, che dopo l’ultima tragedia in cava, costata la vita a Mauro Giannetti, vede l’impegno, conginuto, delle sigle sindacali, l’amministrazione comunale, l’Asl e la Regione.

La sinergia è la strada scelta per monitorare i bacini apuani anche attraverso i “rinforzi” che arriveranno via Regione per mettere in moto una macchina dei controlli ancora più efficace.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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