Il presidio
Incidente in cava, ferito operaio È scivolato mentre lavorava
L’infortunio nel bacino di Turano, alla Facciata. L’uomo si chiama Alfredo Mosti, ha fratture multiple Trasferito a Cisanello con Pegaso. Il presidente Rossi: «Lavoro duro sul piano straordinario di sicurezza»
CARRARA. Stava lavorando su una bancata in cava alla Facciata, a Torano, quando è scivolato e per coprirsi nella caduta si è parato il colpo con il polso. Nell’impatto ha riportato una frattura e ha battuto la testa, dove ha riportato un’altra microfrattura meno importante. È la cronaca dell’infortunio in cava ieri che ha riguardato l’operaio Alfredo Mosti, di 48 anni, cavatore nella ditta La Facciata Srl. Ma l’elettricità che circonda questi avvenimenti (tre i morti in cava nel 2016) ha mandato in fibrillazione tutto il mondo delle cave, quando Pegaso 3 verso le 15 – l’incidente è successo alle 14.45 – è salito in cielo e ha sorvolato il bacino di Torano. Oltre a Pegaso è intervenuto anche il Soccorso Cave di Fantiscritti. Mosti è rimasto cosciente tutto il tempo e come da procedura è stato immobilizzato e quindi portato al pronto soccorso di Cisanello. Lì i medici hanno riscontrato fratture multiple e hanno disposto una prognosi di 40 giorni.
La tensione di questo 2016 in cava, con il suo tremendo record di morti, ha fatto temere il peggio nei primi momenti. Le prime informazioni infatti parlavano di un uomo caduto da due metri. E proprio sulla prima ricostruzione, di un volo di due metri, si era detta poco convinta Maura Pellegri, responsabile del servizio prevenzione sicurezza sui luoghi di lavoro e ingegneria mineraria dell’azienda sanitaria. «Dai primi accertamenti non sembra una caduta dall’alto, anche se domani (oggi per chi legge, ndr) ci sarà tutto il tempo per capire meglio. Una caduta da due metri in cava è una caduta da un blocchetto».
A chiarire la dinamica dell’incidente è proprio uno dei proprietari, riportando quanto gli riferiscono. «Io non ero lì al momento dell’incidente – spiega Paolo Lorenzoni, che assieme al fratello Maurizio gestisce la cava – e posso raccontare soltanto quello che mi hanno detto. Alfredo è scivolato nella piazza mentre stava lavorando e cadendo si è rotto il polso e ha battuto la testa. Chiaramente sarebbe meglio che non fosse mai capitato, ma qui l’atmosfera è tesissima e dal principio ci siamo spaventati molto. Adesso l’importante è che Alfredo si rimetta e stia meglio». Lorenzoni ha rassicurato sulle condizioni di Mosti dopo essere andato a fargli visita all’ospedale di Cisanello a Pisa dov’è attualmente ricoverato.
«Mi ha chiamato un delegato quando ha visto l’elicottero sopra la testa - racconta Roberto Venturini, della Fillea Cgil – e subito abbiamo cercato di capire cosa fosse successo. Questo 2016 si è dimostrato l’anno nero, per fortuna che finisce domani (oggi, ndr). Speriamo sia conclusa e apprestiamoci a lavorare per l’anno prossimo.
«Ansia e preoccupazione» che condivide anche il presidente della Regione Enrico Rossi: «Ribadisco - ha sottolineato in una nota Rossi - che lavoreremo duro e di più nel solco tracciato dal Piano straordinario per la sicurezza nella lavorazione del marmo vigilando su tutte le cave, verificando l'adozione dei dispositivi di protezione individuale e collettiva; verificando la conformità delle macchine. In particolare, per quanto riguarda il settore lapideo, vigileremo sul rispetto dei protocolli sanitari e sulle operazioni di movimentazione».
Il presidente ha voluto ricordare di aver chiesto proprio nei giorni scorsi con una lettera al ministro del lavoro Giuliano Poletti l'intervento perché sia garantita piena tutela della sicurezza dei cavatori. Tre le questioni che ha posto all'esame: la riduzione della Cassa integrazione per motivi metereologici, la non conformità presunta per le macchine tagliatrici a filo diamantato e il riconoscimento di lavoro usurante per alcune figure professionali in cava.
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