Il Tirreno

No al mercato domenicale La maggioranza si divide

di Manuela D'Angelo

Bocciato dal consiglio comunale l’emendamento della consigliera Fruzzetti (Pd) Approvato dopo anni il Piano del commercio, Gabrielli: «Un evento per Massa»

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MASSA. Un mercato settimanale, domenicale, in piazza Aranci: proposta bocciata, o comunque rimandata a migliori propositi. Tutto accade lunedì pomeriggio, quando in consiglio comunale, dopo venti anni di attesa, arriva la proposta del nuovo Piano del Commercio, e del suo regolamento, per mettere ordine tra mercati, fiere, aree mercatali e concessioni.

«Un evento per la nostra città- commenta l'assessore alle attività produttive Gabriele Carioli-; siamo rimasti l'unico capoluogo di provincia toscano e forse italiano a non avere un piano del commercio e i miei predecessori ci avevano provato tutti, da Della Pina a Brizzi, senza riuscirci. Adesso il settore avrà le sue regole e i commercianti, anche gli ambulanti, potranno contare su maggiori certezze».

Il nuovo Piano del commercio. Tutto vero: il piano del commercio mancava da decenni e l'amministrazione di Alessandro Volpi ci ha messo la testa: si parla di concessioni a dodici anni, che daranno certezze lavorative agli ambulanti, per più di mille posteggi sparsi per tutta la città, tra i monti e il mare; meno difficoltà per gli uffici nella compilazione dei bandi, ordine nelle fiere, una nuova perimetrazione dell'area mercatale, 175 concessioni totali e l'aggiunta di posteggi singoli per gli ambulanti nelle zone di montagna, Canevara, S. Carlo, Castagnetola, Bagaglione.

Un'offerta, insomma, per gli anziani, soprattutto, che vivono lontano dai centri, e per chi non si può spostare. Il Piano del commercio, che potrà essere aggiornato ogni tre anni, è stato votato lunedì sera e adesso si attende l'ultimo atto, quello dell'approvazione del regolamento. Ma il più è fatto.

Il blitz politico. Mentre sembrava scorrere tutto liscio come l'olio, in consiglio comunale ad un certo punto "spunta" l'emendamento della discordia, quello che ha, per l'ennesima volta, fatto scricchiolare la maggioranza del sindaco. A presentarlo è la capogruppo del Pd Elena Fruzzetti: si tratta di un emendamento per inserire nel Piano del Commercio un mercato settimanale domenicale in piazza Aranci.

L'emendamento non è soltanto una proposta politica, appare quasi una scheda progettuale: i banchi previsti sono cinquanta, quelli alimentari sette, i generici trenta e così via. Anche la loro collocazione è già stata prevista. Peccato che questa proposta non era mai passata dalla commissione, nonostante se ne fosse sentito parlare parecchio, anche dal segretario della Confesercenti Paolo Arpagaus e scoppia la protesta. Le opposizioni si chiedono in consiglio come si possa far passare un provvedimento così importante attraverso un emendamento; anche la maggioranza si imbarazza, il Pd si spacca, Sel, Psi e Articolo Primo non si convincono e neanche il sindaco pare aver capito la manovra del suo gruppo consigliare.

La Fruzzetti è costretta a ritirare l'emendamento che viene sostituito da un ordine del giorno, presentato dal consigliere Stefano Alberti del Pd, in cui si prevede l'inizio di una discussione in commissione Attività Produttive riguardo la possibilità di un mercato domenicale, non settimanale e sperimentale. Come a dire: vedremo.

I commenti. "È l'ennesima dimostrazione- dice il consigliere degli Arancioni Fabrizio Brizzi- della considerazione che ha questa maggioranza per la politica e per le istituzioni consiliari. Non c'è concertazione, né trasparenza, né condivisione. Neanche all'interno del Pd, che ancora una volta si spacca, mentre il sindaco dimostra la sua incapacità a tenerli insieme. Sembra quasi che qualcuno si stia già preparando alla campagna elettorale».

Secondo round. Riconvocato il consiglio ieri, ma non si riesce ad andare avanti: viene infatti rinviato perché non c’è il numero legale. La maggioranza è presente con soltanto 13 consiglieri su 23.

Una situazione che dà l’impressione di difficoltà all’interno del gruppo, peraltro su un argomento importante che non pareva dovesse portare insidie. Finito il consiglio gli animi non si placano e la discussione si accende tra alcuni membri della stessa maggioranza che non se le mandano a dire. Ci prova il sindaco, a fine giornata, a compattare le fila con una riunione con alcuni membri della maggioranza.

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