Il Tirreno

Stop a puzzo e allagamenti, arrivano le fogne a Ronchi

di Manuela D'Angelo
Stop a puzzo e allagamenti, arrivano le fogne a Ronchi

Presentato il progetto di Gaia da 3,9 milioni di euro, 14 km di nuove condutture. Lavori entro fine 2017, meno rischi per la balneazione. Il sindaco: città più civile

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MASSA. Gaia Spa investe nella nuova rete fognaria di Ronchi Poveromo 3,9 milioni di euro e la cittadinanza, senza fogne nere, finalmente avrà una vita “normale”. Per non dire civile. Il progetto è stato presentato ieri mattina anche agli abitanti della zona interessata dai lavori, che inizieranno, se tutto va come deve andare, la prossima primavera.

I residenti, infatti, avevano costituito un comitato "Ronchi- Poveromo" appunto, nato a causa degli innumerevoli disagi subiti a causa della mancanza della rete fognaria e sono stati subito messi al corrente dell'imponente investimento per la risoluzione dei loro problemi.

3.9 milioni sul piatto. Il pool di ingegneri di Gaia ha presentato il progetto, ancora preliminare, che diventerà esecutivo a gennaio 2017, assieme al sindaco di Massa Alessandro Volpi, il vicesindaco Uilian Berti e il presidente di Gaia, Vincenzo Colle: si tratta 14 chilometri di nuove fognature e 3 chilometri di nuovo acquedotto, che serviranno in totale circa 2000 utenze. I lavori per la realizzazione della progettazione preliminare e definitiva sono stati affidati dal gestore idrico nel mese di ottobre. L'importo delle opere nel progetto preliminare risulta pari ad euro 3.9 milioni di euro da completare entro il 2018, divisi in due lotti.

Il primo lotto costerà un milione di euro e si completerà, hanno garantito Gaia e i suoi tecnici, entro il 2017. Riguarderà le utenze di viale della Repubblica, via dei Loghi, via Fescione e via S. Cristoforo. «Il primo lotto avrà carattere funzionale- spiegano gli ingegneri Gaia -; si provvederà a realizzare la rete fognaria nella zona nord di Ronchi e si creeranno le opere per il collegamento con l'ex depuratore della Querce».

La rete fognaria nella zona di Ronchi dovrà essere costruita ex-novo, con particolare riguardo alle verifiche dei collegamenti con le condotte a gravità già esistenti; vista la natura pianeggiante del terreno si renderanno probabilmente necessarie cinque stazioni di sollevamento, con l'obiettivo di minimizzare i costi complessivi dell'opera. In contemporanea si eseguiranno alcune sostituzioni delle tubazioni acquedotto, per prendere il posto di quelle ormai vetuste, in modo da garantire un approvvigionamento idrico adeguato secondo la normativa vigente, sia a livello qualitativo che quantitativo. E' inoltre previsto il ribaltamento di tutti gli allacci delle utenze interessate.

Il secondo lotto. L'ultima parte dei lavori riguarderà le utenze di via Poveromo, via Fosso nuovo, via S. Caterina e via dei Fichi.

14 km di condotte. Le tubazioni si estenderanno per 14 km tutte su strade pubbliche, senza bisogno di alcun esproprio. Le nuove fognature erano state previste dall'Accordo di Programma firmato in Regione nel 2014 e rientrano nell'obiettivo di migliorare la qualità delle acque di balneazione, che in questa zona hanno fatto registrare analisi non conformi ai limiti, soprattutto in estate.

Un investimento storico. Lo ha ha detto il presidente di Gaia Spa Vincenzo Colle: «Avevamo l'obiettivo di migliorare la balneabilità delle acque massesi, dotare di fogne le strade di tanti residenti e sistemare in parte anche la struttura già esistente che, in alcuni tratti, crea ancora qualche problema. Spero che l'impegno di Gaia in questo frangente sia tangibile».

Una città più civile. Il sindaco di Massa Alessandro Volpi ha parlato di «servizi di civiltà, dovuti ai nostri cittadini; investimenti importanti- ha detto sempre Volpi- che dimostrano come Gaia, società completamente pubblica, non debba trarre profitti ma fare investimenti. Questi lavori, poi, stavano all'interno dell'accordo di balneazione, che per noi è sempre stato fondamentale e strategico. Adesso, con gli interventi già progettati alla Zecca e questi ultimi a Ronchi e Poveromo, il 95% della popolazione massese- conclude Volpi- è coperto dal servizio di rete fognaria. Rimane qualcosa da costruire in qualche frazione, nei paesi di montagna, e arriveremo anche lì».

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