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Progetto Memoriae: così la città difende il suoi tesori culturali
Studiosi ed esperti spiegano come si costruisce un museo e come si valorizza l’archeologia industriale del territorio
CARRARA. La seconda e ultima giornata delle giornate di studio "Memoriae" di venerdì scorso ha tracciato le linee per una futura progettazione a tutela del patrimonio culturale di Carrara attingendo anche da esempi provenienti da due centri virtuosi toscani e dalle opportunità che offre la Regione Toscana. A portare i due interessanti casi studio toscani sono stati Maurizio Vanni, professore universitario di marketing museale e direttore del Lu.c.c.a Museum, e Irene Sanesi, presidente della Fondazione per le Arti Contemporanee della Toscana, l'organo di gestione del Centro Pecci di Prato.
La giornata di studi ha cercato di trasformare le idee per la città di Carrara in qualcosa di più concreto. Così se giovedì è stata la giornata di presentazione del progetto di archeologia industriale "Carrara Industriale" (www.carraraindustriale.it) curato da Luca Borghini, venerdì è stata la giornata della proposta di una "topografia della memoria di Carrara" a cura di Cristiana Barandoni (Assistant research Indiana University/Uffizi), il cui scopo non è solo mettere in rete il patrimonio culturale e identitario della città ma soprattutto renderlo disponibile attraverso strumenti atti ad avvicinare pubblici diversificati, per necessità e interessi, dai ragazzi ai turisti occasionali, agli specialisti e così via.
Un viaggio che abbraccerà dal castello di Moneta, alla via Francigena passando per la Ferrovia Marmifera e l'ex-ospedale di San Giacomo il patrimonio cittadino; tutto sarà col tempo messo a disposizione di chi ha interesse a conoscere e di chi vorrà contribuire alla sua valorizzazione che, come ha sottolineato la vice-sindaca Fiorella Fambrini non può non comprendere azioni che interessino le scuole della città. La vice sindaco ha ribadito l'attenzione ai temi di tutela e conservazione della memoria dei luoghi e ha sottolineato quanto il connubio tra cultura e turismo sia una carta vincente per politiche culturalmente e socialmente efficaci. La "Topografia della memoria" di Cristiana Barandoni, che coordinerà le varie sezioni assieme ad un gruppo di specialisti in diverse discipline, ruoterà attorno ad una "unità di archeologia pubblica" che, anche grazie al digitale, sarà in grado di dare una reale opportunità di valorizzazione ai beni materiali ed immateriali della città anche laddove non vi siano risorse, strumentali ed economiche, per intervenire in maniera materiale. Ai due ospiti del convegno, Vanni e Sanesi, il compito di portare a Carrara l'esempio di "buone pratiche" da cui trarre ispirazione per i futuri progetti.
Maurizio Vanni, in particolare, ha offerto una visione di come deve essere organizzato un museo contemporaneo in grado di attirare visitatori al pari di qualsiasi luogo di divertimento e aggregazione. Perché per Vanni il museo deve vivere tutto l'anno come luogo dove trascorrere il tempo libero. Bene allora ai musei che ospitano ristoranti, che ospitano eventi collaterali alle mostre, bookshop, giftshop e tutto ciò che può far accrescere il numero di visitatori e che renda il museo il più possibile autonomo rispetto ai contributi pubblici. Irene Sanesi, forte dell'esperienza più che positiva del Museo Pecci, diretto da Fabio Cavalucci, il curatore dell'ultima Biennale di scultura di Carrara, ha illustrato le tecniche per una virtuosa gestione economica del museo in termini di rapporti con le imprese private e con gli strumenti di crowdfunding che possono essere attivati per istituzioni culturali. Infine il ruolo della Regione Toscana è stato affrontato dal consigliere regionale Giacomo Bugliani che ha sottolineato come gli enti devono farsi trovare pronti per intercettare i tanti bandi della Regione ma sopratutto delll'Unione Europea.
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